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La Regione siciliana punta sul turismo termale | L’assessore Li Calzi: “Implementeremo l’offerta”

In Sicilia è stata formalmente costituita la rete delle città termali della quale fanno parte undici comuni: Acireale (Catania), Alì Terme, Lipari, Terme Vigliatore (Messina), Calatafimi – Segesta, Castellamare del Golfo (TP), Geraci Siculo, Termini Imerese, Sclafani Bagni (Palermo), Montevago, Sciacca (Agrigento). L’assessorato siciliano al Turismo, per sviluppare l’offerta turistica, ha deciso di puntare sul termalismo per sostenere lo sviluppo competitivo di un settore che in passato non ha mai avuto la capacità di autosostenersi dal punto di vista finanziario né ha mai creato le condizioni necessarie per la qualificazione dell’offerta turistica.

“Integrare con il termalismo l’offerta turistica della Sicilia – ha detto l’assessore Cleo Li Calzi– significa potenziare e diversificare ulteriormente il brand “Sicilia”, tenendo conto che è sempre più diffusa la domanda di “turismo del benessere” che consente di aggiungere anche periodi di relax e cura alle proprie vacanze e che questa integra l’offerta di turismo relazionale che ha visto quest’anno la Sicilia guadagnare posizione nel mercato. Le qualità terapeutiche delle acque termali che la Sicilia può vantare, non hanno nulla da invidiare a quelle di altre regioni che del termalismo hanno saputo fare risorsa capace di apportare un solido sviluppo economico ai territori. A ciò si aggiunga l’eccezionale contesto culturale e naturalistico in cui si inseriscono”.

La Regione ha ritenuto prioritario intervenire con una strategia di sistema che coinvolgesse direttamente gli undici comuni della rete delle città termali a partire da studi di settore finalizzati ad implementare una strategia che aggiunga all’offerta turistica dell’Isola, anche il segmento del benessere termale.

“Le caratteristiche delle città siciliane – ha concluso l’assessore Li Calzi – che nel proprio territorio hanno sorgenti termali, si prestano perfettamente a tipologie di soggiorno, quali l’albergo diffuso, il paese albergo, le seconde case, sempre più ricercate dai mercati del nord Europa, per i quali la possibilità di trascorrere le vacanze in un clima più mite anche in inverno, beneficiando dei trattamenti sanitari riconosciuti dall’Unione Europea anche in altri paesi rappresenta, soprattutto per le fasce meno giovani della popolazione, un’opportunità assai interessante”.

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