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Turchia, chiuse le urne: Erdogan attende | Possibile il ricorso a un esecutivo di coalizione

Si sono chiuse alle 17.00 (le 15.00 in Italia) in tutta la Turchia le urne per le cruciali elezioni politiche anticipate. I primi risultati parziali sono attesi non prima delle 19-20 locali. Il ritorno alle urne a meno di 5 mesi dal voto del 7 giugno è stato deciso dopo che i partiti non sono riusciti a trovare un accordo per un governo di coalizione.

Nella scorsa tornata l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha perso la maggioranza assoluta per la prima volta dal 2002, anche per lo storico ingresso in parlamento del partito filo-curdo Hdp. Secondo molti sondaggi l’esito del voto di oggi potrebbe rispecchiare quello di giugno, rendendo di nuovo necessario un esecutivo di coalizione.

Le operazioni di voto si sono svolte in un clima di alta tensione soprattutto nel sud-est turco a maggioranza curda, dove da luglio è riesploso il conflitto con il Pkk che ha fatto centinaia di morti. A presidiare i seggi schierati 385 mila agenti, di cui 255 mila poliziotti e 130 mila gendarmi aggiunti per rafforzare le misure di sicurezza. Uno schieramento imponente che però non basta a fugare i timori di violenze e irregolarità specie nel sud-est a maggioranza curda, che arriva al voto quasi in stato d’assedio.

Anche se è stato dichiarato il cessate il fuoco unilaterale dichiarato dal Pkk 20 giorni fa, gli scontri con l’esercito di Ankara, che da luglio hanno provocato centinaia di morti, sono proseguiti.

A monitorare le urne ci saranno i parlamentari osservatori dell’Osce e quelli dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, ma la loro presenza nei seggi più caldi sarebbe stata scoraggiata dal governo di Ankara.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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