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Il ddl sull’omicidio stradale passa al Senato | Polemica con le opposizioni: “Testo scritto male”

Con 149 voti favorevoli e 91 contrari, il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il maxi emendamento che introduce il reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali. Il testo adesso torna alla Camera dei deputati.

Al dibattito l’opposizione ha criticato il ricorso propagandistico alla questione di fiducia su un ddl di iniziativa parlamentare ed ha rilevato che il maxiemendamento corregge soltanto in parte ambiguità, incongruenze sanzionatorie e profili di irragionevolezza del testo lamentando l’assenza di misure preventive.

Il governo quindi accelera e si aggiudica il voto di fiducia sul disegno di legge che introduce nell’ordinamento italiano i reati di “omicidio stradale” e di “lesioni personali stradali gravi o gravissime” .

Ma sulle nuove norme del ddl già scoppia la polemica. Il dibattito si è acceso soprattutto quando Forza Italia ha puntato il dito contro un provvedimento che così com’è stato modificato alla Camera “è di fatto un testo demagogico che va contro la Costituzione” e mette “anche un neopatentato a rischio carcere per 18 anni”. Il governo, comunque, va avanti.

Per tutto il pomeriggio di ieri sono stati numerosi gli interventi in Aula tutti di segno contrario a cominciare da quello del presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma (FI) che parla di “testo scritto male”, di norme che verranno sicuramente “cancellate dalla Consulta”.

Ma anche le osservazioni di Sel e dei 5 Stelle sono critiche in merito  a un “testo così demagogico e contraddittorio” che non verrà votato. Il governo per tentare di sedare al massimo il malcontento rivede nel maxiemendamento i punti più critici del ddl, come quello che creava disparità di trattamento tra il “pirata” della strada italiano e quello straniero.

ECCO COSA CAMBIA 

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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