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Senza identità 2, penultima puntata: Alex uccide Juan, Amparo tradisce Maria dicendo tutto a Enrique

La penultima puntata inizia con Juan a casa di Enrique che sorprende Maria appena uscita dalla doccia per darle un bacio: i due vengono visti da Amparo. Enrique dal canto suo sta parlando con il nipote quando riceve la telefonata da parte del Presidente che, dopo lo scandalo, gli propone di diventare Ministro della Sanità.

Sono passati quattro giorni da quando Pablo ha lasciato Maria. Dopo averle lasciato un messaggio nella segreteria del telefono, nella quale le dice che starà fuori per un po’ di tempo, Pablo incontra Alex: “Devi dire al tuo capo che posso consegnargli Mercedes Dantes”.

Amparo decide poi di parlare con Maria di quello che ha visto: “Vai pure a letto con lui, ma non ti innamorare, non mi fido” le dice Amparo. Poi arriva l’assistente sociale della piccola Maria, la figlia di Francisco e Blanca. La donna le dice che presto inizieranno le pratiche per l’adozione, se lei non decide cosa fare. Le tre poi vengono interrotte da Luisa che chiede a Maria di parlare in disparte: “Non pensare di poter fare un solo passo senza consultarmi” le dice sua madre.

Maria poi incontra la bambina: “Io adesso non posso prenderti con me ma vedrai che le cose andranno meglio” dice alla piccola. Maria dopo si confronta con Amparo, sia sull’adozione che su Juan e si confida con la sorella: “Io non posso avere figli. Non lo sa nessuno, solo Juan”. 

Poi Maria chiama Pablo: “Voglio solo che tu sappia che mi manchi molto, forse un giorno potrai perdonarmi” gli dice nella segreteria telefonica proprio mentre lui incontra Enrique. “Le dirò veramente chi è Mercedes Dantes” dice Pablo. “È il nome dell’operazione sulla scomparsa di sua nipote. Lavoro da un po’ per i servizi segreti, devo loro dei favori, l’ho incontrata e lei davvero non ricorda nulla. Io adesso però voglio tornare a casa e fare le mia vita”, conclude Pablo.

Senza identità 2, penultima puntata

Maria arriva alla fondazione e subito Juan la chiude dentro il suo ufficio: “Non mi sposo più, ma che mi hai fatto?” le dice Juan. Lui poi va a cena con Helena ma lei lo spiazza: “Io ti amo e non ho bisogno di altro. Quando ci sposiamo?” gli chiede. Maria da dentro la sua auto li vede andare via insieme in taxi mentre si baciano.

Pablo torna a casa scortato dai suoi “amici” dei servizi segreti che gli hanno salvato la vita quando Enrique aveva detto ad Alex di ucciderlo. Rimasto solo, Pablo ascolta il messaggio che gli ha lasciato Maria in segreteria, mentre lei ripensa ai momenti passati con Juan e alle parole che lui le ha detto.

L’indomani Maria affronta Juan: “Non credi di aver avuto abbastanza tempo per pensarci?” gli dice Maria. “Quello che voglio è stare con te, perché non continuiamo a fare quello che stiamo facendo, restiamo amanti…” le risponde Juan. Maria non la prende per niente bene.

Enrique analizzati gli esami ha una rivelazione: “Qualcuno ha cercato di avvelenarmi” e ordina ad Alex di scoprire chi è.

Maria tornata a casa si confida con sua sorella e Amparo come al solito è sempre molto diretta: “Non la lascerà mai ad Helena, è un bastardo. A Juan piacciono i soldi anche più di quanto piacciono a me”. Maria sembra essere d’accordo con lei: “Me ne sono accorta”.

Senza identità 2, penultima puntata

Enrique tramite un suo contatto scopre che Pablo ha detto la verità per quanto riguarda il lavoro ai servizi segreti. Poi Alex gli dice che ha preso le impronte d’identità dalle sue pillole: sono quelle di Amparo. “Sta cercando di uccidermi” dice Enrique.

Maria invece va a casa di Juan: “Non posso perderti, sono disposta a proseguire questa doppia vita pur di stare insieme” gli dice prima di iniziare a baciarlo. “Non qui” gli dice lui. Maria allora gli chiede di andare in bagno; ma qualche minuto dopo arriva Helena: “Mi hai mandato una email qual è la sorpresa?” gli chiede. E Maria esce dal bagno con solo la biancheria addosso…

Maria chiama Pablo e gli dice che aveva ragione su Juan e che a sua vendetta contro tutti è iniziata di nuovo. Mentre Juan si ubriaca lei manda a Bruno le foto che aveva fatto del quaderno di Juan dove c’erano appuntate le transazioni finanziarie.

Alex va da Amparo, avvisandola di quello che ha detto a Enrique: “Ho le prove che stai avvelenando Enrique ma posso cancellarle. Voglio vederti un’ultima volta, niente che non abbiamo già fatto”. Amparo allora va all’appuntamento ma in albergo invece di Alex trova Enrique. “Sei stata molto ingenua a lasciare le tue impronte” gli dice Vergel. “Non ti denuncio, non andrai in carcere per tentato omicidio ma ti devi spogliare” continua.

La fa inginocchiare e sembra che voglia approfittare di lei ma poi si ferma: “Va bene così”. Nell’altra stanza c’è Bruno che ha sentito tutto: “Vestiti” le ordina mentre lei continua a piangere.

Luisa intanto ha chiesto a Belen di indagare sui documenti della Fondazione Vergel e lei scopre che Juan sta riciclando denaro, intascando ingenti somme con una società fantasma. In tutti i documenti c’è la firma di Luisa e lei non sa come comportarsi.

Hai fatto a pezzi l’unica cosa buona della mia vita. Questa è l’unica cosa che hai fatto per me Enrique” gli dice Bruno. “Quando morirai sarai solo. Chi pensi che ci sarà? Juan? Ti sta derubando, guarda queste foto” continua il figlio.

Maria nel frattempo va a casa di Pablo a chiedergli scusa. “Anche se non stiamo più insieme ti aiuterò” le dice Pablo. E lei sorride quando lui non la vede.

Senza identità 2, penultima puntata

Maria e Pablo mandano ad Alex il filmato dell’esplosione che ha ucciso Francisco, dove si vede lui tra le macerie. Per mettere ko Enrique, Maria poi chiama l’ex ministro della Sanità (che si è dovuto dimettere pagando colpe non sue) e gli dice che ha delle informazioni che potrebbero interessarlo. Gli racconta quello che sa e gli dice che ha delle prove: “Quando Enrique sarà eletto ministro, è allora che dovrà cadere”.

Mentre in casa Vergel la situazione tra Bruno e Amparo degenera interviene Maria per dividerli. Poi Amparo le racconta che ha cercato di uccidere Enrique e le confessa anche che è stato lui a ingaggiare Curro per ammazzarla.

Sia Bruno che Enrique fanno “velate” minacce a Juan il quale teme di essere stato scoperto e trasferisce dei file dal suo computer: Pablo allora, dopo un segnale acustico, si inserisce nel suo pc per scaricarli. Sono le registrazioni di tutte le conversazioni di Juan con Enrique, con Miriam, con Luisa; quello che Pablo e Maria volevano sin dall’inizio.

Juan sta preparando una valigia quando in casa entra Alex e gli dà un pugno facendolo svenire.

Senza identità 2, penultima puntata

Enrique invita Bruno a discutere con Amparo in maniera civile per il bene di Quique. Marito e moglie parlano e Bruno accusa pure lei dopo suo padre: “Hai distrutto la cosa più importante della mia vita”.

Amparo poi cerca Maria per parlarle e la sente parlare al telefono con Pablo mentre nasconde dei documenti nel suo nascondiglio in bagno.

Alex ha ucciso Juan e consegna il cadavere a degli scagnozzi per farlo sparire.

Amparo si confessa con Maria, le racconta della sua adolescenza, di come Enrique l’abbia salvata solo perché era incinta. Maria allora le dice che ricorda tutto: “Amparo lascia perdere Enrique, ci penso io a lui. Ho trovato le prove, è stato lui a uccidere mio padre perché sapeva troppo” le dice. “Enrique non sarà più un problema” la rassicura.

Bruno costringe Amparo ad andarsene via di casa; lei in preda alla disperazione va nel bagno di Maria per capire cosa nasconde e scopre la pistola ma soprattutto il passaporto di Mercede Dantes.

Maria e Pablo raccolgono tutti i documenti da consegnare al ministro per far crollare definitivamente Enrique. Nello stesso istante Amparo va da Enrique dicendogli che sa chi è Mercedes Dantes: in cambio vuole una rendita, la custodia congiunta di Quique e una casa a suo nome. Dopo avergli fatto firmare il documento gli mostra il passaporto: “Non sei così sveglio come credi. Ce l’hai avuto davanti agli occhi per tutto questo tempo. A proposito non ha l’amnesia, ricorda tutto”.

“Come ci si sente a tradire una sorella per la seconda volta?” le chiede Enrique. “O Maria o mio figlio” gli risponde. 

Azzurra Sichera

Chi mi conosce ha smesso di comprarmi pigiami e mi regala libri; detesto avere gli occhiali sempre sporchi; soffro di dipendenza da carboidrati; amo e odio la mia città, Palermo, così come non sopporto gli stereotipi sulla Sicilia e i siciliani; la prima cosa che faccio quando inizio un libro è leggere i ringraziamenti; amo le tazze e colleziono "L'apologia di Socrate" di Platone in tutte le lingue.

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Azzurra Sichera
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