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Non si placano le polemiche generate dalla notizia della nascita del figlio di Nichi Vendola e del compagno Eddy Testa da una madre surragata, anzi, il dibattito è ancora aspro e forte, infuocato dalle recenti dichiarazioni di Beppe Grillo inviate al Corriere della Sera.

“C’è qualcosa che mi spaventa – dice il leader dei 5 Stelle – E non ha nulla a che fare con l’omosessualità oppure l’eterosessualità; mi spaventa la logica del ‘lo facciamo perché è possibile. Le questioni etiche nel periodo del low cost possono assumere degli aspetti paradossali, al limite del ridicolo… scusate: del tragico”.

“Quanto è lontano Nichi Vendola – prosegue Grillo – da quello che sta succedendo nel mondo reale per permettersi di comportarsi con una majorette che rotea strane mazze colorate guidando un corteo di pareri in svendita“. E ancora: “Il fenomeno del low cost avvicina molti esseri umani a stati transitori di benessere immaginario quando, nella migliore delle ipotesi, quelle stesse persone stanno facendo da tristi tappabuchi, nelle sempre più disperse, e tante, basse stagioni di ogni cosa: il prezzo dell’albergo di lusso, quello di una vacanza romantica, quello della felicità, e quello dei diritti rende le idee delle persone sempre più confuse!”.

Un contesto in cui, continua Grillo, diventa “curioso” come “il prezzo delle creature viventi possa diventare così basso, e trattabile, proprio quando è altissimo il pericolo di sconvolgimenti irreparabili dello stato sociale e morale di un popolo. Proprio le creature viventi, e tutto ciò che le garantisce in vita, mi sembra non abbiano più un valore percepito”.

“Scandalizzarsi perché qualcuno trova buffo Vendola ma non dice nulla, oppure dimentica apposta, quello che sta succedendo a chi si suicida per un debito mi spaventa – conclude -. Insieme a quelle definizioni strane: utero in affitto, soldato, sacrificio, insostenibilità, abbandono… Tutti rinchiusi e allontanati dalla vista mentre si chiacchiera pensando soltanto se ci si è sbiancati a sufficienza i denti da mostrare nell’ennesimo talkshow”.

Anche il giornale cattolico Avvenire interviene sul caso di Vendola: “Il triste mercato dell’umano cresce e ha ingressi di destra e di sinistra. Si smetta di chiamarli diritti”. Il direttore Marco Tarquinio punta il dito contro “il linguaggio politicamente corretto usato in particolar modo dai notiziari del servizio pubblico radiotelevisivo. Un fenomeno impressionante di camuffamento della dura realtà della cosificazione di una madre senza nome, senza volto e ridotta a pura esecutrice di un contratto padronale”.