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Il presidente Zamparini deve essere in trance agonistica. Quello che sta facendo quest’anno a Palermo è calcisticamente inimmaginabile ed è fonte di ironia per tutto il mondo del calcio italiano (che pure dovrebbe fare autocritica).

La squadra sembra destinata a precipitare in B perché nessuno sembra tenere il volante. Cambiare tecnico tante volte non ha proprio senso e se ne renderà conto lo stesso Zamparini che non ha il dono della pazienza ma che poi – talvolta – ammette gli errori e se ne assume la responsabilità. L’errore più grave – per uno come lui che di calcio ne capisce – è non avere ben compreso che quest’anno la squadra era davvero modesta. Una modestia solo in parte mascherata dalla modestia altrui. E non avere cercato rimedio a gennaio è stato il secondo clamoroso errore, forse il terzo dopo il primo esonero di Iachini al quale invece avrebbe dovuto fare un monumento.

Quando Iachini è stato richiamato a furor di popolo – con tanto di lettera di scuse ai tifosi – Zamparini forse pensava che si sarebbe vinto a Roma o a Milano? No. Qualcuno potrebbe obiettare: però c’è modo e modo di perdere. Vero. Ma chi fa calcio sa che per rimettere in carreggiata una squadra allo sbando ci vuole tempo. Non è un problema solo di formazione e modulo tattico, ma di tante altre cose, come ricreare uno spirito di gruppo, rimodulare la preparazione fisica, riprendere l’identità perduta. Tutte cose che, a mio avviso, Iachini stava provando a fare. Delegittimare il tecnico dopo la sconfitta di San Siro era già equivalente ad un esonero e gli accadimenti di questo martedì caldo non sono altro che la “ratifica” di un rapporto ormai stracciato. Se poi è esonero o dimissioni poco cambia nella sostanza.

La salvezza del Palermo non passava da Milano e neanche dalla gara casalinga con il Napoli. Passa dalle ultime partite, dai confronti diretti, dalle piccole e fortunose vittorie che la squadra avrebbe potuto (e può ancora) conquistare contro squadre alla sua portata o già appagate. D’altro canto il Palermo è ancora quart’ultimo: il vantaggio sul Frosinone si è ridotto a un solo punto ma ci sono ancora tante squadre – a cominciare dall’Udinese – che non stanno bene e rischiano altrettanto.

Zamparini invece ha preferito insistere con il suo clichè: frasi al veleno, destabilizzazione dell’ambiente, demolizione della figura dell’allenatore (con annessa intervista radiofonica al vetriolo), qualunque esso sia. Ed è una strada che non porta da nessuna parte. Abbiamo sempre pensato che Iachini era il tecnico che più di tutti avrebbe potuto salvare la squadra e continuiamo a pensarlo. Adesso invece il Palermo andrà avanti sulla strada dell’improvvisazione e nessuno si sentirà responsabile di niente. Qualunque cosa accadrà – questo è il succo dei commenti dei tifosi – sarà colpa di Zamparini.