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Un maxi sequestro di beni da oltre 45 milioni di euro è stato eseguito nei confronti Armando Raso, imprenditore 42enne operante, in maniera occulta, nel settore della sanità privata calabrese (gestione di case di cura e centri riabilitativi) e in quello immobiliare (tramite imprese operanti in Toscana ed in Calabria).

Il provvedimento è stato perfezionato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Firenze e di Pistoia, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

La confisca di beni, ai sensi della normativa in tema di misure di prevenzione, riguarda l’intero patrimonio costituito da aziende e società, numerosi immobili, autoveicoli e rapporti finanziari.  Nei confronti di Raso è stata disposta la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni.

Raso era già stato individuato quale elemento di spicco dell’organizzazione mafiosa “Piromalli-Mol, egemone in Gioia Tauro, come emerso dai procedimenti penali denominati “Porto e “Tirreno”, sfociati nella sua condanna per associazione mafiosa a 2 anni e 4 mesi. 

L’intero patrimonio che oggi viene sottoposto a confisca è costituito dal patrimonio aziendale e societario di 6 società, da 25 immobili, da 6 autoveicoli e da numerosi rapporti finanziari personali ed aziendali.