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Resistere a Zamparini per le ultime 10 giornate e salvare il Palermo: una missione non da poco per Walter Novellino. Anche perché per il nuovo allenatore rosanero l’esordio non si preannuncia dei più facili, visto che domani sera al ‘Barbera’ arriva il Napoli di Sarri e Higuain.

Ma al tecnico di Montemarano, si sa, le sfide difficili piacciono, e lo si capisce sin dalle sue prime dichiarazioni: “Credo molto nella voglia di ogni singolo giocatore – ha ammesso il tecnico – La prima cosa che devono pensare è fare un’ottima partita sotto l’aspetto caratteriale. Bisogna lavorare sulla testa ancor prima che sul modulo”.

Novellino prende il posto di Iachini, dimessosi dopo le ennesime dichiarazioni al veleno di Zamparini: “Considerate che Beppe è un mio figliolo – ha raccontato il nuovo allenatore del Palermo – l’ho avuto sia come giocatore che come secondo. L’ho sentito e mi ha parlato molto bene dei ragazzi: ho avuto la conferma durante gli allenamenti”.

La squadra ha qualità – ha riconosciuto Novellino – con il lavoro si può uscire da questa situazione”. Il tecnico ha assicurato che non farà grossi cambi a livello di formazione: “Sono appena arrivato e non voglio stravolgere tutto – ha detto – bisogna lavorare su alcune situazioni che i giocatori possano subito far proprie”.

La fiducia in Vazquez è massima: “Tatticamente può fare quello che vuole – ha detto il tecnico – certo, con i giusti accorgimenti, perché salta l’uomo e può creare superiorità numerica”. Serviranno senza dubbio anche i gol di Gilardino per salvarsi: “È certamente un giocatore importante per questa squadra, lui come il resto della rosa”.

Fondamentale sarà anche l’intesa con il presidente: “Zamparini lo conosco dal 1998 – spiega Novellino – Lo stimo, sta sempre vicino alla squadra e mi ha sempre fatto lavorare in pace. È chiaro che può sempre dire la sua, visto che è il presidente”. Un altro obiettivo sarà “far dimenticare l’indifferenza dei tifosi: possiamo farlo solo con i risultati”.