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Sono sei le persone di nazionalità nigeriana destinatarie di un provvedimento di fermo eseguito dalla polizia di Catania. I destinatari del provvedimento sono indiziati dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di tratta di persone a danno di giovani connazionali, anche minori.

Devono rispondere anche delle accuse di tratta di persone e favoreggiamento della prostituzione minorile, con l’aggravante della transnazionalitá, per aver reclutato, introdotto, trasportato e ospitato giovani donne nigeriane, in parte minorenni, per costringerle a prostituirsi.

I nomi degli arresti sono: Sandra Johnson, Friday Igbinosun, Kelvin Aigbedion, Emmanuel Asewo, Jennifer Ekhator, Faith Owamagbe. 

EKHATOR Jennifer cl. 85

Le indagini hanno evidenziato come l’organizzazione criminale – con cellule operative a Catania, in centro e nord Italia – reclutava in Nigeria giovani donne che, dopo essere state sottoposte a rito “Ju Ju” ed avere contratto un debito venivano trasferite dapprima in Libia quindi condotte a bordo di gommoni in Italia.

Nei confronti di 5 soggetti si è proceduto a fermo per il reato di associazione a delinquere finalizzata al reclutamento ed introduzione nel territorio dello Stato di giovani ragazze nigeriane, alcune delle quali minori, al fine di sfruttarne la prostituzione e per il delitto di tratta di persone con l’aggravante della transnazionalità.

Nei confronti della Owamagbe si è proceduto a fermo per il reato di favoreggiamento della prostituzione minorile aggravato, avendo la stessa favorito ed organizzato la prostituzione di una giovane minorenne nigeriana già vittima di tratta ad opera dell’associazione investigata.

Le indagini sono scaturite a seguito di un controllo di Polizia eseguito lungo la SS. 417 Catania – Gela di una giovane cittadina nigeriana la quale, a seguito di  accertamenti, risultò essere minorenne. La giovane venne collocata in una comunità.

Dorina, questo il nome di fantasia, riferì di essere partita dalla Nigeria alla volta dell’Italia, dopo avere contratto un debito di decine di migliaia di euro con una madame “Mummy”,  che l’aveva sottoposta al rito magico-esoterico denominato  Ju Ju.

In forza di questa pratica, in caso di inadempimento degli obblighi assunti, la giovane e i suoi familiari sarebbero stati colpiti da disgrazie di ogni genere. Le indagini tecniche, avviate sulla scorta dei racconti della minore, consentirono di verificare l’esistenza di una vera e propria associazione.