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Il presidente della corte d’assise di Bergamo ha sospeso l‘esame del custode della palestra da cui sparì Yara Gambirasio perché era venuta meno “qualsiasi genuinità delle prove”. È accaduto quando i legali hanno posto domande e il presidente ha fatto notare loro che si trattava di un testimone e non un imputato.

Il nodo è la presenza o meno del custode, Walter Brembilla, all’interno della sua abitazione, adiacente la palestra perchè nelle quattro testimonianze rese in date diverse ci sono discrepanze che l’uomo ha spiegato con la “paura che mi davate la colpa perché ero il custode. Ero sotto pressione, sono stato in Questura un casino di volte”.

I legali hanno più volte chiesto all’uomo “Come mai ha cambiato più volte versione sulla ricostruzione di quella sera, dicendo, la prima volta, che era stato in casa?”

“Ho avuto paura che se dicevo che ero sceso di casa alle 18.30 avrebbero sospettato di me”, ha spiegato il custode, “Non avevo niente da nascondere, non mi ha minacciato nessuno”.

Brembilla ha quindi confermato che”Se non fossi stato in grado di dare risposte molto precise sugli orari, avrebbero sospettato di me. Ma io non ho visto niente”.