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Ammonta a quasi 6 milioni di euro il valore complessivo dei beni confiscati dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria all’imprenditore vibonese, Ettore Tassi. Sigilli a 2 imprese operanti nel settore del confezionamento di abiti da sposa, con sede a Vibo Valentia, e rapporti finanziari e immobili, tra cui una villa con piscina.

Tassi, secondo l’accusa, è un imprenditore “contraddistinto da pericolosità sociale qualificata in quanto riconosciuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta Mole’ di Gioia Tauro con radicate ramificazioni operative in varie Regioni italiane”.

Le indagini hanno evidenziato “un’ingiustificata discordanza tra il reddito dichiarato (pari in diverse annualità, addirittura, a zero) e il patrimonio a disposizione, direttamente o indirettamente, dell’imprenditore”. Gli inquirenti hanno ricostruito le movimentazioni finanziarie eseguite da Tassi.

Tassi è già sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 2 anni e condannato, con sentenza passata in giudicato, della Corte di Appello di Reggio Calabria “alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere di tipo mafioso, tentata rapina, furto e detenzione illegale di armi”.

La confisca ha riguardato la totalità delle quote sociali e del patrimonio aziendale di due noti atelier di abiti da sposa i quali, sebbene formalmente intestati alle figlie di Tassi, erano nella disponibilità di fatto di quest’ultimo”.