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Sono cinquecentosei i chili di cocaina allo stato puro sequestrati dai carabinieri al termine dell’operazione “Mi vida” condotta dal 2014 e capace di portare al fermo di 6 persone. Quattro di loro sono italiani e altri due spagnoli.

L’investimento fatto per acquistare la droga è di quelli imponenti: quattro milioni di euro. L’organizzazione contava di vendere questa estate oltre due milioni di dosi di coca che avrebbero dovuto fruttare ottanta, forse cento milioni di euro

Si tratta di uno più imponenti business di stupefacenti mai scoperti in Emilia Romagna. Il 6 marzo scorso gli specialisti di diverse polizie internazionali avevano sequestrato la cocaina trasportata attraverso l’Oceano Atlantico con un veliero.

Lo stupefacente, partito dal Brasile, fu bloccato dalle forze speciali spagnole nei pressi di Capo Verde e sarebbe poi arrivato in Italia su gomma nel giro di alcuni mesi ancora. L’inchiesta condotta dal Pm Francesco Caleca, ha già portato al fermo di sei persone.

Si tratta di quattro italiani, uno spagnolo e un brasiliano. Uno di questi è Maurizio Rossi 48enne originario di Bologna, ma residente a Riccione, bloccato a Barcellona. Il secondo è Maurizio Radoni, 44enne originario di Ravenna e residente a Forlì.

La misura di fermo è l’epilogo dell’indagine condotta dai carabinieri della territoriale e del nucleo investigativo di Bologna, coordinati dalla Dda, con la collaborazione della Direzione Centrale Servizi Antidroga, della Udyco (Unidad de Drogas y Crimen Organizado) e del Maoc-n (Maritime Analysis and Operations Centre – Narcotics).