A Messina e, in contemporanea in 1.000 luoghi in tutta Italia, il 21 marzo si celebra la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il pubblico e con il patrocinio del Comune di Messina e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno, “ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. ‘Ponti di memoria, luoghi d’impegno’ è il tema che accompagnerà la giornata, durante la quale gli oltre 900 familiari di vittime innocenti delle mafie della rete di Libera in rappresentanza delle oltre 15 mila persone che hanno perso un loro caro per mano della violenza mafiosa, saranno presenti a Messina e nei tanti luoghi d’Italia dove si svolgerà la manifestazione”, spiegano gli organizzatori.

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La manifestazione parte da Piazza Filippo Juvara per concludersi in Piazza Duomo. Dal palco saranno letti gli oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Nel pomeriggio si svolgeranno seminari tematici dalla corruzione ai Cosa Nostra, dall’intreccio mafia e politica alle ecomafie, dall’educazione ai beni confiscati, dall’informazione all’etica delle professioni.

Ieri pomeriggio c’è stato il primo appuntamento, con l’assemblea dei familiari delle vittime innocenti delle mafie alla presenza di Don Luigi Ciotti. ”Quest’anno il primo giorno di primavera – ha detto Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera e responsabile Libera Memoria- porterà il ricordo delle 900 vittime innocenti delle mafie a Messina e in tanti luoghi d’Italia. È importante ricordare queste 900 persone nella loro vitalità, nel loro essere madri, padri, figli, sorelle, mogli e mariti, cittadini del nostro stesso mondo. La memoria che custodiamo è fatta di ricordi vivi che restituiscano ai familiari come me una speranza importante, che permetta percorsi difficili di vita e di ricerca di una verità processuale imprescindibile”.