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Per il premier Matteo Renzi, l’attentato che stamattina ha sconvolto il Belgio ha voluto colpire “la capitale e il cuore dell’Unione europea. Gli attentatori venivano da dentro i luoghi colpiti: la minaccia è globale ma i killer sono anche locali”.

“Non sfugge il significato simbolico di questo attacco – prosegue – L’Ue vada fino in fondo, serve una struttura unitaria di sicurezza. È dal ’54 che si litiga sulla sicurezza comune”. “Chi oggi offre soluzioni miracolistiche non si rende conto di quanto sarà lunga questa situazione“, ha aggiunto Renzi.

Non si devono sottovalutare le minacce interne: “Chi si illude e dice ‘chiudiamo le frontiere’ non si rende conto che i nemici sono già dentro le nostre città. L’Europa sconfiggerà il terrorismo, così come è stato fatto con il nazi-fascismo, il terrorismo interno e la mafia”.

“Mi rivolgo ai cittadini. Da presidente del Consiglio e da padre – sottolinea Renzi – avverto la stessa inquietudine che sentite voi, gli stessi brividi di preoccupazione, ma so che non gliela daremo vinta, la possibilità di reazione è un dovere, lo dobbiamo alle vittime di questo attacco, alla loro memoria, alle loro famiglie ma anche agli italiani”.

Non cavalcare l’onda del populismo, per Renzi è una priorità: “Non è tempo di sciacalli, ma neanche di colombe. Chi fa polemiche non si rende conto che gli italiani e gli europei hanno l’esigenza di sentirsi parte di una comunità, non esiste in questo momento il colore dei partiti ma un Paese da sostenere insieme”.

“Ci stringiamo alle famiglie delle vittime. Dolore senza fine. Fra l’Italia e il Belgio c’è un rapporto storico di amicizia. Sono stati colpiti i luoghi della vita di tutti i giorni seguendo un copione triste – chiosa – il copione in cui vengono colpiti un teatro ristoranti, stadi, scuole, luoghi della vita di tutti i giorni”.