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Sono dieci le persone arrestate dai carabinieri di Cosenza su ordine della DDA di Catanzaro con l’accusa di associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione. Fra gli arrestati ci sono un ex sottosegretario al Lavoro, ex assessori e consiglieri, quattro esponenti di di vertice della cosca di ‘ndrangheta “Lanzino-Ruà‘”.

Per questi ultimi è stata disposta la custodia in carcere, mentre per gli altri si è fatto ricorso alla misura dei domiciliari. L’ex Sottosegretario al lavoro Pd, Sandro Principe, è stato un sindaco di Rende, e Assessore e Consigliere Regionale della Calabria.

Gli altri destinatari del provvedimento sono Rosario Mirabelli, ex Consigliere regionale della Calabria e Consigliere Comunale di Rende, l’ex Sindaco di Rende ed ex Consigliere Provinciale Umberto Bernaudo; Pietro Ruffolo, consigliere Provinciale di Cosenza ed ex assessore Comunale di Rende e l’ex Assessore Comunale di Rende Giuseppe Gagliardi.

In manette quattro elementi di spicco della cosca Lanzino-Ruà. Si tratta di Adolfo D’Ambrosio, Michele Di Puppo, Francesco Patitucci e Umberto Di Puppo. Arrestato, infine, anche Marco Paolo Lento.

Secondo gli investigatori, un “intreccio” politico-mafioso ha consentito a candidati alle varie tornate elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale di Rende tenutesi dal 1999 e fino al 2011, per il rinnovo del Consiglio provinciale di Cosenza del 2009 e del Consiglio regionale della Calabria del 2010, di ottenere l’appoggio elettorale da parte di esponenti di spicco della cosca “Lanzino-Ruà” di Cosenza.

Le indagini hanno messo in luce un “collaudato sistema ultradecennale che ha visto quale maggiore centro d’interessi l’amministrazione comunale di Rende”.

Tra le attività illecite che sarebbero state riscontrate figurano quelle connesse all’affidamento in gestione di locali pubblici comunali a beneficio di affiliati al clan, all’assunzione nella società municipalizzata per la gestione dei servizi comunali di soggetti inseriti o contigui al gruppo criminale.

E ancora attività legate al mancato licenziamento di alcuni di questi dopo avere riportato condanne e la promessa di erogazione di fondi pubblici per finanziare una cooperativa creata ad hoc da un esponente di spicco della cosca per la gestione dell’area del mercato di Rende. Le assunzioni avrebbero riguardato il boss Ettore Lanzino.