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Dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit, nascerà ben presto il terzo polo bancario. C’è infatti l’ok alla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano. I Cda dei due istituti hanno dato il via libera; sarà partecipato al 54% dagli azionisti di Banco Popolare e al 46% da quelli di Bpm e avrà 4 milioni di clienti, 2.500 sportelli e 225 miliardi di raccolta.

Banco Popolare ha rafforzato il patrimonio con un aumento di capitale da 1 miliardo, già garantito da Mediobanca e Bofa-Merrill Lynch, che hanno affiancato l’istituto di Verona come advisor (mentre Lazard e Citi hanno assistito la banca milanese). La manovra verrà realizzata a fine ottobre. Intanto la vigilanza europea ha dato il “via libera informale”; per quello formale occorrerà aspettare che le due banche presentino un business plan.

La struttura avrà due sedi: quella legale a Milano, quella amministrativa a Verona. È previsto poi che Bpm conferisca a una banca-rete gli sportelli nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco e Varese: la controllata avrà sede legale e amministrativa a Milano e dopo tre anni verrà incorporata nella nuova capogruppo.

Per il primo triennio il Cda del nuovo gruppo bancario sarà composto da 19 amministratori (poi scenderanno a 15), avrà come amministratore delegato Giuseppe Castagna e come presidente Carlo Fratta Pasini, mentre Pier Francesco Saviotti sarà presidente del comitato esecutivo.