esplosione metropolitana bruxelles
Salah Abdeslam accetta l’estradizione e vuole tornare in Francia “il più presto possibile”. È quanto detto dal suo avvocato Sven Mary, secondo quanto riportano i media internazionali. Le Soir riferisce anche che l’avvocato è stato aggredito da uno sconosciuto, che lo accusava di difendere un terrorista.Sven Mary ha comunque deciso di chiudere il proprio ufficio per salvaguardare i suoi collaboratori.Il legale ha detto che dagli attentati di Bruxelles “Salah è rimasto muto” ha detto ai media fuori dalla Camera di Consiglio di Bruxelles che oggi deve confermare l’arresto dell’uomo “Penso che voleva prima vedermi, perché ha avuto la visita degli inquirenti martedì e voleva prima vedermi”, ha detto. Inoltre ha aggiunto che Salah non sapeva degli attentati di Bruxelles e che non collaborerà più.E secondo i media belgi, Salah Abdeslam stava organizzando con Mohamed Belkaid e Amine Choukri un attacco a colpi di kalashnikov a Bruxelles. Il gruppo di terroristi partito dal covo di Schaerbeek avrebbe invece dovuto farsi saltare in aria. Il blitz di Forest, nel quale è stato ucciso Belkaid, ha però impedito l’attuazione del piano nella sua interezza.

L’aeroporto di Zaventem resterà chiuso almeno fino a sabato. Lo rende noto la società che lo gestisce, invitando a rivolgersi alle compagnie aeree per avere informazioni sui propri voli.

Emergono sempre più particolari dopo gli attentati a Bruxelles. La radio belga Rtbf riferisce che un secondo uomo si trovava con Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles. Sarebbe stato intercettato dalle telecamere di sorveglianza e nelle immagini trasporta una grossa borsa. L’identità è ancora sconosciuta e non si sa se sia morto nell’attentato o se sia anche lui in fuga.

Intanto è stato appurato che Ibrahim El Bakraoui, identificato come uno dei due kamikaze all’aeroporto di Bruxelles, non venne estradato dalla Turchia in Belgio, ma in Olanda. È quanto ha precisato il ministro della Giustizia belga, Koen Geens, replicando alle dichiarazioni rilasciate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

E nuove rivelazioni giungono dal quotidiano belga La Dernière Heure, secondo cui i fratelli el Bakraoui volevano colpire la centrale nucleare di Liegi. Lo pensa la Procura, che ha trovato, nel covo di Molenbeek, registrazioni di una decina di ore fatte sul campo. I due kamikaze avrebbero rinunciato per paura di essere presi hanno accelerato il piano d’attacco. Intanto, è caccia al quinto uomo.