giappone, abe, governo, dimissioni, regali agli elettori, utilizzo fondi politici

È entrata in vigore oggi, martedì 29 marzo, la legge sulla sicurezza militare in Giappone, fortemente voluta dal premier Shinzo Abe, e approvata lo scorso settembre tra dure contestazioni, in aula e in piazza.

Quali le sostanziali novità? Per la prima volta dal termine della Seconda Guerra Mondiale, oltre all’aggressione diretta al Giappone, le forze di autodifesa saranno autorizzate ad intervenire all’estero in caso di un attacco agli Stati Uniti o altri paesi alleati, nel caso costituisca una minaccia per il Giappone.

Abe sostiene che lo scopo principale del suo governo è quello di garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi e rinforzare l’alleanza con gli Stati Uniti. Ovviamente si vuole limitare l’espansionismo della Cina, con la quale il Giappone ha delle contese territoriali in corso, e l’aggressività della Corea del Nord, con la minaccia incombente dei missili.

La legge è stata ampiamente criticata dal partito democratico all’opposizione e sarà il punto di riflessione nelle prossime elezioni di quest’estate per il rinnovo della metà dei seggi alla Camera Alta. L’opinione pubblica rimane, però, divisa sull’abbandono della costituzione pacifista. Secondo un recente sondaggio della Kyodo News, il 49,9% degli interpellati si è dichiarato contrario alla legge, mentre il 39% è favorevole.