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É giunto a Tripoli il premier designato del governo di riconciliazione libico, Fayyez al Serraj, accompagnato dai vari membri dell’esecutivo nel tentativo di risolvere il conflitto e la crisi politica nel paese nordafricano. Lo sbarco è avvenuto via mare presso la base militare di Abu Seta, che sarà per ora la sede del nuovo governo, insediatosi ufficialmente nel pomeriggio.

Lo riferisce l’emittente “al Arabiya”. Le fonti locali riportano che l’approdo via mare da Tunisi (dopo molti tentativi falliti nei giorni scorsi) sia stato reso necessario dalle esplosioni udite in mattinata presso l’aeroporto Mitiga, provocate (si presume) dalle milizie legate al governo non riconosciuto di Khalifa Ghwell.

Lo stesso Khalifa Ghwell ha annunciato una minaccia ad Al Sarraj: “Ha due opzioni: consegnarsi alle autorità oppure lasciare il Paese e tornare a Tunisi. Si assuma le responsabilità del suo ingresso illegale a Tripoli: nella capitale della Libia: faccio appello a tutti i rivoluzionari a schierarsi contro questo gruppo di intrusi“. Alcuni gruppi armati, inoltre, avrebbero esploso in aria diversi colpi di armi da fuoco per disperdere alcuni sostenitori del governo di unità nazionale in piazza dei Martiri.

Parole di soddisfazione arrivano dal Ministro degli Esteri italiano Gentiloni: “Un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia. Auspico che il popolo libico garantisca al Consiglio di Presidenza e al Governo di Concordia Nazionale il pieno supporto e la massima cooperazione per il trasferimento dei poteri“.

Al Serraj, che ha il sostegno e riconoscimento della comunità internazionale, non ha il sostegno dell’esercito (fedele a Khalifa Haftar) e deve ancora ottenere il consenso della camera dei rappresentanti di Tobruk, guidata da Abdullah al-Thinni, il quale ha detto che il suo governo non sarà influenzato dagli emissari dell’Onu e che “ignorerà qualsiasi esecutivo che non venga legittimato dalla Camera dei Rappresentanti”.