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Referendum sulle trivelle: quorum non raggiunto | A urne chiuse l’affluenza è di poco oltre il 32%

di Redazione

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Referendum sulle trivelle: quorum non raggiunto | A urne chiuse l’affluenza è di poco oltre il 32%

| domenica 17 Aprile 2016 - 23:18
Referendum sulle trivelle: quorum non raggiunto | A urne chiuse l’affluenza è di poco oltre il 32%

L’esito del referendum sulle trivelle non sarà valido. Lo ha confermato il Ministero dell’interno con i dati di affluenza alle ore 23, momento di chiusura delle urne: a votare è andato il 32,13% degli aventi diritto (7954 comuni su 8000). Il dato dovrà essere integrato con l’affluenza al voto degli italiani all’estero.

Il quorum era del 50%+1: l’unica regione a superarlo è stata la Basilicata (tra le regioni promotrici). In base ai dati scrutinati, il SI aveva vinto con oltre il 70% dei voti, ma senza il quorum tale esito non è valido.

Rimane dunque in vigore l’oggetto del quesito, cioè l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)” per quanto concerne lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi.

Renzi ha parlato alla stampa da Palazzo Chigi alle ore 23.20: “Ci sono vincitori e sconfitti il governo non intende schierarsi tra i vincitori, ma ritiene che vincitori siano gli oltre 11 mila fra operai e ingegneri che domani torneranno a lavorare sapendo di avere un futuro. Chi è andato a votare non sia considerato sconfitto: sconfitto sia considerato chi ha cavalcato il referendum solo per esigenze personali”.

Ottimista era il presidente della regione Puglia Emiliano, promotore numero uno di questo referendum, che si era sbilanciato affermando in mattinata che il quorum era raggiungibile. Emiliano però contrattacca: “Abbiamo stravinto comunque. 14 milioni di persone hanno votato e dimostrato che un Presidente di Consiglio (che ha rifiutato di ricevere noi promotori) o le lobby non sono più forti del voto popolare. Quella dei posti di lavoro è una barzelletta: nel futuro ci saremo sentire. Da oggi cambia tutto”.

Tra le figure istituzionali, in mattinata hanno votato i presidenti delle due camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Il primo ha twittato: “Rispetto ogni posizione, ma sono affezionato all’idea di esprimere un voto quando, da cittadini, siamo chiamati a farlo”. La presidentessa delle Camera, anche lei su twitter, ha scritto: “La partecipazione è un valore”. Giorgio Napolitano, invece, aveva sostenuto la legittimità di chi non intendeva andare a votare.

Piccolo giallo, invece, attorno al voto del presidente della Repubblica Mattarella, che (contrariamente alle tradizioni presidenziali) ha votato a Palermo solo alle ore 21 e non in mattinata.

Tra le figure politiche, il presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha votato, mentre lo ha fatto il suo ministro dell’interno Angelino Alfano (come annunciato a “L’intervista” su Skytg24) e figure di spicco delle opposizioni: Matteo Salvini, Beppe Grillo, Giorgia Meloni.

Polemica per il tweet di Ernesto Carbone (membro della segreteria del PD), che aveva affermato:

Poi Carbone ha cercato di chiarire:

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ORE 19.56: Il dato definitivo di affluenza alle ore 19 è del 23,48% (8000 comuni su 8000). Urne aperte sino alle 23.

La regione con l’affluenza più alta è sempre la Basilicata (33,26%), mentre l’affluenza più bassa si Trentino Alto Adige (19,01%) e Sicilia (19,50%). Queste 4 regioni sono le uniche a non aver raggiunto il 20% di affluenza alle ore 19.

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ORE 19.10: Alle ore 19 l’affluenza per il referendum sulle trivelle si attesta al 23% circa su base nazionale. Lo comunica il ministero dell’interno tramite i propri sistemi istituzionali. Per la precisione il dato di 4040 comuni su 8000 è del 23,11%.

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ORE 12.15: Dopo 5 ore dall’apertura dei seggi, alle ore 12.00, il dato sull’affluenza del ministero dell’Interno parla di un 8,36% su scala nazionale. La Basilicata, la ragione che vede più da vicino il problema dell’estazione del petrolio, è la regione in cui si è votato di più con il 11,44%. Fanalino di coda è la Calabria con affluenza al 5,74% a mezzogiorno.

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