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Duplice omicidio a Cagliari, il figlio confessa | Ma il movente resta ancora incerto

Alla fine Igor Diana si è arreso. Il 28enne di origine russa, che nella notte tra domenica e lunedì avrebbe assassinato i genitori adottivi a Settimo San Pietro (Cagliari), ha confessato di aver commesso il delitto alle forze dell’ordine. Rimangono da chiarire molti aspetti della vicenda, innanzitutto il movente che ha scatenato la furia omicida del giovane, mentre emergono macabri dettagli.

È la notte di domenica 8 maggio, quando Giuseppe Diana di 68 anni e Luciana Corgiolu di 62 vengono letteralmente massacrati a colpi di bastone dal giovane, che poi li “finisce” freddamente sgozzandoli con un grosso coltello da cucina. Ad orrore si aggiunge orrore: il giovane, la notte stessa dell’omicidio, è rimasto di guardia ai due cadaveri trangugiando grossi quantitativi di alcol e probabilmente consumando droga.

La mattina dopo sale a bordo della macchina del padre e va a fare colazione. Ha inizio quindi la sua fuga, ma dopo appena 35 ore carabinieri e polizia lo intercettano lungo la statale 293 di Nuxis, piccolo paese di Sulcis dove i genitori avevano una casa. Sono momenti drammatici.

Raggiunto dalle forze dell’ordine, Igor Diana minaccia di spararsi alla tempia dopo un rapido conflitto a fuoco che lo ferisce ad una gamba: la sua beretta 7,65 però si inceppa, consentendo l’arresto del ragazzo. Oggi la confessione, ma rimane da chiarire il movente del delitto: ad oggi si parla genericamente di “tensioni in famiglia”.

 

Davide Mannelli

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Davide Mannelli
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