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Il Giappone lancia il trapianto per i peluche. Una sfida per incentivare le donazioni

A lanciare la curiosa iniziativa è l’organizzazione Second Life Toys: donare i peluche che non si usano più e “salvare” così le vite ad altri pupazzetti bisognosi di organi. Ancora una volta le notizie più sorprendenti arrivano dal Sol Levante, ma la campagna lanciata in Giappone si propone di usare il trampolino dei giocattoli per portare avanti una causa seria e fondamentale, ovvero la sensibilizzazione sulla donazione degli organi, una pratica purtroppo ancora poco diffusa nel paese.

Delle attuali 14mila persone giapponesi che necessitano di un trapianto, appena 300 sono i “fortunati” che ne potranno ricevere uno: percentuale bassissima, appena il 2%, che pone il Giappone nettamente al di sotto di quella dei paesi sviluppati (molto più onorevole, ad esempio, è la situazione negli Stati Uniti).

Da qui nasce la sfida di Second Life Toys, che ha dato il proprio nome anche alla campagna di sensibilizzazione. Tutti possono partecipare: basta donare il proprio peluche che non si usa più e spedirlo all’organizzazione tramite il sito secondlife.toys. Ai bambini che invieranno i loro pupazzi verrà poi recapitata una lettera e una foto del nuovo giocattolo riparato grazie alla sua generosa collaborazione. Un modo delicato e stimolante per coinvolgere i più piccoli ad un tema delicato come quello delle donazioni, e di riflesso indirizzato anche alle loro famiglie.

“I trapianti stanno andando molto bene – dice il fondatore di Second Life Todo Kida – e tra i più riusciti ci sono quelli di una gamba di scimmia che ha sostituito quella mancante di una giraffa”.

Tornando al tema principale della campagna, la donazione degli organi, bisogna ricordare la situazione attuale nel paese del Sol Levante: la prima legislazione circa il trapianto di organi risale al 1997, ma con forte limitazioni anche sulla stessa definizione di morte (donazioni possibili solo dietro morte cerebrale conclamata e con il consenso della famiglia).

Soprattutto, le prime leggi in merito vietavano la possibilità che la donazione potesse essere fatta da bambini al di sotto dei 15 anni: paletti che lo scorso anno il governo nipponico ha provveduto ad eliminare. Misure ancora non sufficienti, tuttavia, per fare aumentare concretamente la donazione di organi nel paese.

Oggi ci prova quindi Second Life con la sua campagna dei peluche. Chissà che non sia la volta buona per migliorare la situazione nazionale e sensibilizzare ulteriormente il proprio popolo ad un tema tanto complesso.

 

Davide Mannelli

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Davide Mannelli
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