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Brexit, la Gran Bretagna al voto tra due settimane | Sondaggi a Londra: il 57% vuole restare in Ue

Si avvicina la data del referendum popolare che potrebbe segnare dei cambiamenti rivoluzionari in Gran Bretagna e all’interno dell’Unione Europea: tra due settimane esatte i cittadini britannici, irlandesi e dei territori del Commonwealth residenti in Gran Bretagna saranno chiamati a scegliere sulla permanenza o la dipartita del Regno Unito dall’Ue.

Con l’avvicinarsi della data del voto il dibattito politico si fa sempre più aspro, e anche tra i cittadini londinesi non c’è univocità d’intenti. Secondo recenti sondaggi il 57% dei londoners sarebbe contrario ad una repentina uscita dall’Unione, il restante 43% ovviamente spera nella scissione con Bruxelles. Da tenere in conto c’è anche il tasso degli indecisi, alto e incostante: proprio chi non ha le idee chiare su cosa votare potrebbe rappresentare l’ago della bilancia in una decisione storica.

Schierato a favore della permanenza in Ue, il premier inglese David Cameron perde consensi: solo il 18% degli intervistati lo ritiene credibile nel conseguimento delle sue politiche filo-europee. Sul fronte del no Nigel Farage raccoglie nuove simpatie tra la popolazione, anche se il suo indice di gradimento non decolla e si attesta  intorno alla stessa percentuale del premier.

Brexit sarà oggetto di discussione del meeting del Gruppo Bilderberg. Secondo gli appassionati della teoria del complotto il “club dei potenti”, di cui fanno anche alcuni italiani (la giornalista Lilli Gruber, John Elkann e Marta Dassù, viceministro degli affari esteri del governo Letta e Monti), potrebbe spostare consensi in maniera decisiva per la risposta al quesito referendario.

La data predisposta per il Referendum è quella di giovedì 23 giugno, le urne saranno aperte dalle 7 alle 22. Gli elettori dovranno rispondere alla domanda: “La Gran Bretagna dovrebbe restare membro dell’Unione Europea o lasciare l’Unione Europea?” e mettere una croce sulla casella prescelta. Il conteggio dei voti inizierà subito dopo la chiusura delle urne giovedì 23 giugno alle 22 (le 23 in Italia). L’annuncio ufficiale del risultato nazionale verrà fatto al Municipio di Manchester la mattina del 24 giugno.

Martino Giordano

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  • Il terrorismo psicologico contro gli inglesi favorevoli all'uscita dall'Ue è cominciato da diverso tempo, prevedendo catastrofi economiche e minacciando i rapporti commerciali con e altre nazioni. Purtroppo siamo comandati da dittature mascherate da finti governi democratici che servono ad arricchire tantissimo pochi eletti e schiavizzare popoli interi. Popoli che si sentono "liberi" esprimendo un voto in realtà falso. Non mi meraviglierei che i pochi eletti, con tutti i soldi che hanno, falserebbero perfino i risultati elettorali anche se a vincere fossero gli euroscettici al 100%.

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Martino Giordano
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