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Gli attentatori di Dacca ricchi e istruiti | La polizia: “Ostaggi già morti prima del blitz”

Ricchi ed istruiti: è questo l’identikit fornito dal governo del Bangladesh riguardante gli attentatoti di Dacca. Proverrebbero da famiglie bengalesi benestanti dove diventare miliziani “è diventata una moda”.

Per il ministro degli Interni Asaduzzaman Khan il commando non aveva alcun collegamento con l’Isis. Secondo Khan, i giovani “erano membri del gruppo jihadista bengalese Jumatul Mujahedeen Bangladesh”, dichiarato illegale nel paese da più di dieci anni.

“Era un commando pronto a tutto” – ha dichiarato il presidente del Consiglio Renzi. “Abbiamo seguito in diretta ogni momento. Io credo che tutto sia necessario tranne ricostruzioni che poi spesso sono false. Loro sono entrati lì per uccidere. Ora – ha aggiunto – siamo una grande famiglia colpita da un dolore. Ringrazio il Presidente della Repubblica che ha scelto di interrompere il suo viaggio per stare vicino alle famiglie. Tutta la fase della discussione politica deve essere all’insegna dell’interesse nazionale e della Patria”.

Le salme rientreranno martedì alle ore 18 (come affermato da Alfredo Graziani, sindaco di Magliano Sabina, città di Simona Monti, una delle vittime; notizia poi confermata anche dal ministro degli Esteri Gentiloni); i cadaveri saranno poi portati al policlinico Gemelli per le autopsie; mentre la procura di Roma potrebbe richiedere una rogatoria internazionale per accedere agli atti relativi alla strage. La Farnesina, invece, invita i turisti alla “massima prudenza, in particolare nei luoghi abitualmente frequentati da stranieri e di limitare gli spostamenti, soprattutto a piedi,  allo stretto necessario”, per timore di nuovi atti ostili.

La polizia locale (che ha comunicato il fermo di altri sospetti), però, ribadisce la bontà del proprio operato e amaramente sottolinea: “I venti ostaggi del caffé di Dacca sono stati uccisi nei primi venti minuti dai terroristi che hanno assaltato il locale venerdì. Alcuni dicono che abbiamo agito troppo tardi con il blitz; purtroppo non è vero”.

Stamattina, a Dacca, nello stadio dell’esercito del quartiere di Banani, si è svolta la cerimonia in omaggio alle vittime dell’attacco nel quale sono morti anche nove italiani. In una cerimonia allo stadio dell’esercito, alle dieci locali, ha deposto corone di fiori sulle bare, riferiscono i media locali. Le bare sono state collocate in una piattaforma rialzata con le bandiere di India, Italia, Bangladesh, Giappone e Stati Uniti, le nazioni delle vittime straniere, nove delle quali italiane. Alla cerimonia hanno partecipato anche rappresentanti delle autorità italiane, indiane, giapponesi e americane. In seguito, è stato consentito l’accesso ai familiari e poi a tutti i cittadini.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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