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Roma 2024, Malagò: “Formalmente non è finita” | Renzi: “Ha deciso la Raggi, il caso è chiuso”

Il mondo dello sport si è risvegliato bruscamente dal sogno Roma 2024, che ieri ha ricevuto il netto stop da parte del comune, come annunciato dal sindaco Virginia Raggi.

L’impressione però è che fino al no formale, ci sarà molto da discutere e che il Coni continuerà per la propria strada, come annunciato ieri da Malagò: “Andremo avanti fino ad un no formale (la votazione della mozione in comune, ndr.): bisogna assumersi le proprie responsabilità“.

Renzi si fa da parte: “Credo che la vicenda di Roma 2024 sia chiusa, se Virginia Raggi dice no prendiamo atto e parliamo di altro. Nessuno intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunale. Anche sulla vicenda degli assessori non ho mai fatto polemica con il sindaco di Roma perché lei ha vinto le elezioni e io faccio il tifo per l’Italia. Se Roma va bene son contento, se va male mi spiace”.

Malagò, intervistato da radio 1, sembra quindi rassegnato: “Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale”. Poi aggiunge: “Tutte le spese sono online, si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede perché questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti”.

E a margine della cerimonia per il logo degli Europei di calcio 2020, Malagò ha detto: “In passato ci sono stati Paesi che hanno continuato a sostenere la candidatura quando ci sono stati problemi con i comuni: hanno sostituito con un commissario le prassi tradizionali. Ma io dal primo giorno ho sostenuto che questa non sia la strada giusta”.

“Non lo vogliamo fare, con molto rispetto ci adegueremo a una decisione che consideriamo profondamente ingiusta”. Malagò poi prosegue: “Sulla questione soldi già spesi per la candidatura, il presidente del Coni sottolinea di essere “un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del governo”.

Malagò prosegue. “Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perché questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare”.

Capitolo attesa nell’anticamera del sindaco di Roma: “Speravo che l’amministrazione comunale di Roma prendesse con slancio questa occasione perché allo sport interessa organizzare bene un evento e poi dare anche una mano alla città. D’altra parte, qualsiasi opera pubblica oggi richiede un investimento”.

“Noi abbiamo presentato un progetto che desse speranza e obiettivo ai giovani. Referendum? Andava fatto prima, ma non abbiamo problemi a confrontarci, anche perché sappiamo benissimo che i numeri sono a nostro favore. I numeri che vengono sventolati sui costi e le incidenze, riguardano le edizioni del passato, noi siamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco della candidatura”.

“Malagò ha detto alla Raggi: ‘Le consiglio di non presentare la mozione perché gli amministratori che firmeranno quella delibera dovranno assumersi le loro responsabilità’. Se non sapessimo che si tratta di parole di un semplice coatto potremmo quasi scambiarle per una minaccia“. Parole firmate Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5s.

Una posizione la prende anche Antonio Rossi, assessore allo sport della Lombardia nonché leggenda dello sport azzurro: “La Raggi è stata scortese a non presentarsi. La candidatura? Credo che il Coni dovrebbe portare avanti la candidatura alle Olimpiadi nonostante il no di Roma. La Raggi non poteva dire di no, il Coni le dava carta bianca su qualsiasi cosa, il Governo dava copertura finanziaria. Coni e Comune Roma non potevano dire di no, al massimo era il Governo che poteva tirarsi indietro”.

Parole forse anche più dure arrivano da Yuri Chechi, sulle colonne del Sole 24 Ore: “Credo che abbiamo perso molta credibilità a livello internazionale. Non so se riusciremo a portare avanti un’altra candidatura, perché dopo Roma 2020 e ora Roma 2024, purtroppo abbiamo fatto una brutta figura. Comprendo le posizioni contrarie, ma poteva essere l’occasione di dimostrare che siamo un Paese migliore rispetto a quanto pensano gli altri e anche noi stessi. “.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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