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Squadra Antimafia 8, puntata 7 ottobre 2016: il boss Reitani in realtà è Ulisse Mazzeo, in cerca di vendetta

Giano Settembrini è andato da Reitani con l’intenzione di arrestarlo venendo meno al loro accordo, ma alla villa arrivano anche Anna Cantalupo e i Corda con Rachele Ragno.

I Corda si portano via il boss mentre Anna e Rachele Ragno iniziano una colluttazione: Rachele sta per avere la meglio quando Giano salva la Cantalupo, rimanendo ferito di striscio da un colpo di pistola.

“Adesso tu mi spieghi tutto”, gli intima Anna.

Nel frattempo la storia tra Nigro e Patrizia continua, lui le offre il suo aiuto e la sua protezione.

Il boss intanto ha mandato un video alla ragazza e gli dice che deve fare una cosa per lui, altrimenti le verrà fatto del male. Nel frattempo Giano racconta ad Anna tutta la verità: in passato ha preso dei soldi da uno spacciatore, sperava di far fare la bella vita alla sua ex fidanzata, Reitani l’ha scoperto e l’ha minacciato. “Se mi avessi detto tutto Reitani a quest’ora era in carcere”, gli dice Anna.

Antimo Corda propone a Reitani di rientrare nella famiglia di cui ha fatto parte e di riprendere a fare affari insieme a loro. Alla villa del boss arrivano anche il questore, al quale Anna decide di non dire nulla di Giano; e Nigro. Settembrini capisce subito che Carlo era in compagnia di Patrizia e gli dice di dire tutto ad Anna, prima che sia lei a scoprire la verità.

Patrizia, seguendo le indicazioni di Giovanni, va da due membri del clan dei Marchese e gli mostra il video. Loro sono interessati all’affare, ma la fanno restare con loro.

Antimo Corda fa incontrare Saverio Torrisi con Giovanni Reitani. Il boss gli dà un campione della “merce” per dare il via all’asta e informa che il resto del carico arriva l’indomani al porto. Solo che Reitani sembra ancora nascondere qualcosa.

Squadra Antimafia 8, puntata 7 ottobre 2016

De Silva intanto aggiorna l’agente dei servizi su quello che ha scoperto, lui gli concede solo 48 ore prima di togliergli l’immunità. Ma Milla ha un’altra scadenza: vuole l’uranio entro 16 ore, altrimenti non metterà il codice nel dispositivo che gli ha installato sotto pelle e il cianuro inizierà a scorrergli nelle vene, fino ad ucciderlo.

Torrisi con Rachele mettono a punto gli ultimi dettagli prima dell’asta: a sentire e a vedere tutto c’è De Silva, che dà informazioni sia all’agente dei servizi che a Milla.

Rosalia Bertinelli nel frattempo continua a indagare sul presunto tesoro di Rosy Abate: seguendo i conti correnti risalgono a un’azienda. Quando con Caputo va a cercare il titolare della finanziaria, lo trovano ucciso. La segretaria ha visto l’assassino, si tratta di Bonanno, contro il quale Rosalia si era già scontrata, ferendolo di striscio con un colpo di pistola.

Giano e Anna si confrontano ancora una volta. Settembrini le dice che è pronto a consegnare una lettera di dimissioni ma lei gli dice che farebbe meglio a dimostrarsi degno della divisa che porta. Intanto un nuovo indizio li ha portati in un casale abbandonato a Enna, intestato a un prestanome dei Corda: ci vanno Anna, Giano, Nigro e Caputo.

Rachele, che sta rientrano, vede tracce di pneumatico fresco e avverte gli altri di fare un giro per controllare. La Duomo prova a fare irruzione e ne segue una sparatoria. I poliziotti riescono a ferire qualcuno ma Antimo e Rachele scappano via con Reitani e Torrisi.

Squadra Antimafia 8, puntata 7 ottobre 2016

Mentre sono in fuga, Reitani convince Antimo a passare la notte in un nascondiglio sicuro del padre. Alla villa, la Duomo ha qualche dubbio, si pensa che sia stata l’ennesima “imboccata” da parte di Reitani. Vito Sciuto invece scopre che Reitani ha un dito in meno mentre l’uomo che è finito 30 anni in carcere in America ha dieci dita.

L’uomo che si spaccia per Reitani, dopo essere uscito dal carcere, è andato in Nigeria dove ha rubato un centinaio di barre di uranio che adesso sta cercando di vendere. Anna fornisce tutti i dettagli al questore che però le dice che la situazione è troppo grossa per essere affrontata solo dalla Duomo e che deve riferire al ministro.

Nel nuovo nascondiglio dei Corda, si aggiunge un nuovo tassello: il presunto Reitani guarda una foto con la donna che amava e il loro figlio. Antimo non si fida di lui.

Giano invece va a casa di Anna e gli consegna una confessione firmata di tutto quello che ha fatto, fuori dalle regole. “Aver perso la tua fiducia è la cosa che più mi pesa. Puoi scegliere o darla a un magistrato o fidarti di me”, dice Settembrini. “Io ho bisogno di te”, gli dice Anna strappando la lettera. Lui prova a baciarla ma lei gli dice che è meglio se va via.

Squadra Antimafia 8, puntata 7 ottobre 2016

Rosalia chiama Vito per parlargli di Rosy Abate: lei la sogna ogni notte. “Non lo so cos’è questa smania”, dice Rosalia. “È l’effetto di Rosy Abate, sia da viva che da morta”, commenta Sciuto che la invita a stare attenta.

Nigro torna a casa e litiga con la moglie, gli dice la verità sui suoi tradimenti proprio mentre Patrizia lo chiama dicendogli che è nei guai. Uno dei Marchese però la scopre e capisce che il posto non è più sicuro. “Patrizia si chiama? Spero ne valga la pena”, gli dice la moglie consegnandogli una borsa con dei vestiti. Carlo se ne va a casa di Settembrini e gli racconta cosa è successo.

Arriva il giorno dell’asta. Rosalia intanto ha chiesto aiuto a un suo amico informatico e ha recuperato i file del computer di Morelli. Anna le chiede se può chiedere a sua madre qualcosa su Reitani, e il finto Reitani. La donna gli dice che Reitani è in realtà Ulisse Mazzeo che ha ucciso il vero Reitani e ha preso il suo posto, andando in America, senza sapere che su di lui pesava una condanna. Per questo che ha subito ucciso Tempofosco: perché stava indagando su di lui.

L’azione si sposta al porto dove ci sono proprio tutti: i servizi segreti, i compratori, Torrisi con Rachele, De Silva con Milla. Mentre l’asta comincia, Anna, Rosalia e Sciuto sono al cimitero per riesumare il corpo di Mazzeo: dentro la bara c’è Giovanni Reitani, gli manca un dito. “I Corda si sono messi in casa il loro peggior nemico”, commenta Anna.

Il boss quindi incontra Adamo Corda: “Non vedo l’ora di abbracciarti”, gli dice.

Azzurra Sichera

Chi mi conosce ha smesso di comprarmi pigiami e mi regala libri; detesto avere gli occhiali sempre sporchi; soffro di dipendenza da carboidrati; amo e odio la mia città, Palermo, così come non sopporto gli stereotipi sulla Sicilia e i siciliani; la prima cosa che faccio quando inizio un libro è leggere i ringraziamenti; amo le tazze e colleziono "L'apologia di Socrate" di Platone in tutte le lingue.

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Azzurra Sichera
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