Appalti per grandi opere, 21 persone in manette | Elargivano mazzette in cambio di subappalti

di Redazione

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Appalti per grandi opere, 21 persone in manette | Elargivano mazzette in cambio di subappalti

| mercoledì 26 Ottobre 2016 - 07:21
Appalti per grandi opere, 21 persone in manette | Elargivano mazzette in cambio di subappalti

Corrompevano per ottenere contratti di subappalto nell’ambito dei lavori per la realizzazione” di grandi opere. Con questa accusa, 21 persone sono finite in manette nell’ambito di una grande operazione anticorruzione dei carabinieri di Roma.

I reati contestati a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione. Gli investigatori hanno evidenziato anomalie nell’aggiudicazione di appalti nei lavori per la TAV Milano-Genova, nel 6 Macrolotto dell’A3 Salerno-Reggio Calabria e nella People Mover di Pisa.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, è denominata “Amalgama” e ha fatto scattare arresti nel Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria.

L’indagine avrebbe ricostruito condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso dalla persona che, fino al 2015, è stato il direttore dei lavori nell’ambito delle tre opere pubbliche interessate e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese del ramo delle costruzioni stradali, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone. Tra questi figurerebbero anche alcuni funzionari del consorzio COCIV.

C’è un ovvio legame tra l’inchiesta dei carabinieri di Roma e quella della Guardia di Finanza di Genova sulla presunta corruzione negli appalti per le grandiopere. Secondo quanto si apprende, l’indagine dei carabinieri nasce da uno stralcio dell’inchiesta su Mafia Capitale e riguarda quattro soggetti interessati ai lavori del Tav ligure, destinatari anche del provvedimento della procura di Genova nell’inchiesta sul Terzo valico.

L’ex direttore dei lavori coinvolto nell’indagine avrebbe “messo a disposizione la sua funzione pubblica per favorire alcune imprese impegnate a eseguire i lavori, ottenendo in cambio commesse e subappalti in favore di società riferibili di fatto a lui stesso e a un imprenditore calabrese”.

Sarebbe stata accertata l’esistenza di “rapporti corruttivi tra il direttore dei lavori con i vertici dei General Contractor che si occupano della realizzazione delle tre grandi opere pubbliche. È emerso anche come la consegna di una tangente sia stata documentata dagli investigatori della Guardia di Finanza all’interno di alcuni uffici del Consorzio Cociv.

Lo scambio avviene tra un dirigente generale del Consorzio e un imprenditore. Le immagini delle telecamere riprendono in un primo momento un soggetto che oscura l’ufficio abbassando le tapparella, quindi si vede una seconda persona che consegna la ‘bustarella’.

Si stima che il sodalizio capeggiato dal direttore dei lavori e dal suo socio imprenditore calabrese sia riuscito a ottenere dalle ditte esecutrici dei lavori contratti, tra consulenze, commesse e forniture, per oltre 5 milioni di euro a favore delle loro aziende. Tali incassi “sarebbero frutto di operazioni corruttive, con la complicità di funzionari e dirigenti del General Contractor Cociv”.

 

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