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Le pagelle di Inter – Fiorentina: Epic Brozovic è tornato, Icardi trascinatore. Kalinic e Bernardeschi lottatori

di Andrea Zito

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Le pagelle di Inter – Fiorentina: Epic Brozovic è tornato, Icardi trascinatore. Kalinic e Bernardeschi lottatori

| lunedì 28 Novembre 2016 - 22:55
Le pagelle di Inter – Fiorentina: Epic Brozovic è tornato, Icardi trascinatore. Kalinic e Bernardeschi lottatori

Ecco le pagelle di Inter – Fiorentina, match valido per la quattordicesima giornata di Serie A (LA CRONACA DEL MATCH).

INTER (4-2-3-1): Handanovic 6; D’Ambrosio 6.5, Ranocchia 5.5, Miranda 5.5, Ansaldi 6; Brozovic 8, Kondogbia 5 (1′ s.t. Joao Mario 5); Candreva 7 (33′ s.t. Eder 6), Banega 6.5 (24′ s.t. Felipe Melo), Perisic 6.5; Icardi 8. All.: Pioli.

I MIGLIORI DELL’INTER

Brozovic: Il croato è tornato Epic Brozo. Tiro dalla distanza impeccabile, freddissimo nel capitalizzare la sponda di Icardi in avvio di partita. Fondamentale il suo ruolo di collante con il trequartista, supportando Banega nel fraseggio e alimentando l’azione offensiva.

Candreva: Il gol è la cosa più facile della serata (bravo ad approfittare di un impacciato Tatarusanu), ma è la quantità il suo marchio di fabbrica. Un pericolo costante sull’esterno destra con la sua sovrapposizione e il suo cross; disciplinato anche in fase difensiva in supporto a D’Ambrosio, con cui spesso si scambia i compiti. Cala un po’ nella ripresa.

Icardi: Movimenti offensivi grintosi (per sé e per i compagni) e sponde di qualità propiziano i primi due gol in avvio. Nel primo tempo la perla, con una corsa in profondità e lo slalom tra tre avversari prima di battere Tatarusanu, poi nel finale il tap-in da 2 passi per la doppietta. Lui già segnava da prima, ma di questa Inter Icardi sembra sempre più il vero trascinatore.

I PEGGIORI DELL’INTER

Kondogbia: Non si capisce se faccia più danni che altro. Le sue doti fisiche sono evidenti, ma tende più a rincorrere (commettendo anche fallo) che a fare filtro in mediana e il suo fraseggio è fin troppo scolastico, poco incisivo.

Joao Mario: L’elogio dell’inconsistenza. Entra in campo per sostituire Kondogbia, ma a parte qualche spunto interessante, perde sempre l’attimo buono per la giocata e rallenta oltre modo in attesa di un varco che non arriva. Il gol divorato in area piccola a porta spalancata trasforma i mugugni sugli spalti in sonore imprecazioni.

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FIORENTINA (4-2-3-1): Tatarusanu 5; Salcedo 4, Gonzalo Rodriguez 5, Astori 5.5, Milic 5 (1′ s.t. Tomovic 6); Valero 6.5, Badelj 6; Bernardeschi 7 (20′ s.t. Chiesa 5.5), Ilicic 7, Tello 5 (30′ s.t. Perez 6); Kalinic 7. All.: Sousa.

I MIGLIORI DELLA FIORENTINA

Bernardeschi: L’unico a provarci davvero (assieme a Borja Valero) sull’orlo del precipizio. Anche in un momento di sbandamento iniziale della sua squadra, sono i suoi lampi a tenere vivi i Viola, cercando sempre la giocata per l’inserimento della punta oppure attirare su di sé le attenzioni della difesa avversaria (tanti falli subiti).

Kalinic: Il solito lottatore, autore dell’ormai consueto gol in trasferta (6 in stagione tutti lontano dal Franchi). Freddo nel primo tempo a segnare il gol che ridà speranza alla Viola, consueta partita di sacrificio, sempre a sportelliste con i centrali con un occhio sempre rivolto ai compagni.

Ilicic: Lo sloveno non ha mai mezze misure. Nel primo tempo il suo apporto in attacco si limita a una bella punizione parata da Handanovic e nella più. Nella ripresa invece si accende improvvisamente: trova il gol (colpevole Handanovic) e supporta la costruzione dell’azione.

I PEGGIORI DELLA FIORENTINA

Salcedo: Se Milic almeno spinge e prova a proporsi, la prova del terzino destro e assolutamente disastrosa in difesa, dove rimane sempre troppo alto o troppo stretto sul centrale e spesso si prende rischi inutili in disimpegno. Da quel lato Ansaldi e Perisic hanno delle praterie, da quel lato il gol sembra sempre dietro l’angolo.

Gonzalo Rodriguez: Il suo giudizio è segnato irrimediabilmente dall’espulsione (fiscale) rimediata nel finale di primo tempo. Finché è in campo cerca di rimediare ad una difesa viola davvero fuori fuoco, che ironia della sorte si riprende nella ripresa. Sfortunato oltre modo.

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