Catanzaro

‘Ndrangheta, 5 arresti per due omicidi FOTO
Coinvolti i Giampà, i Torcasio e i Cerra NOMI

di . Categoria: Calabria, Cronaca

A 16 anni dall’omicidio di Pasquale Izzo e Giovanni Molinaro, la polizia di Catanzaro ha tratto in arresto 5 esponenti delle cosche Giampa’, Torcasio e Cerra. Le vittime, al momento del delitto, si trovavano all’interno di un bar di Lamezia Terme. Localizzate dal commando omicida, vennero crivellate di colpi di pistola e uccise.

La ricostruzione ha permesso di accertare che il delitto venne deciso e programmato dai vertici della ‘ndrangheta lametina, all’epoca composta dalle famiglie Giampa’, Cerra e Torcasio per vendetta in quanto Izzo, appartenente ai Cannizzaro della frazione Sambiase, era ritenuta coinvolta nell’omicidio di Giovanni Torcasio, a quell’epoca boss dell’omonima cosca.

Questi i nomi degli arrestati: Aldo Notarianni, Giovanni Notarianni (detto Luca), Antonio Villella, Vincenzo Torcasio e Pasquale Gullo.

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Le indagini condotte e le cui evidenze raccolte hanno messo in minuzioso raffronto le propalazioni dei collaboratori di giustizia Giampà Giuseppe, Torcasio Angelo, Giampà Pasquale, Catroppa Pasquale e Macrina Gioacchino Marco. È stato così accertato che Torcasio Nino e Giampà Pasquale inteso “Boccaccio”, decretarono l’omicidio di Izzo, ritenuto affiliato alla cosca  Iannazzo.

In particolare, Aldo Notarianni, il materiale esecutore, e il defunto Giampà Maurizio, conducente dell’autovettura utilizzata dal commando, intorno alle 20,00 del 6 Dicembre del 2000, dopo aver ricevuto l’arma da Giampà e l’autovettura da Villella, raggiungevano un bar in via del Progresso a Lamezia, assai frequentato a quell’ora, ove era stata segnalata la presenza di Izzo.

I criminali entrato all’interno del locale e Notarianni esplodeva quattro colpi di revolver cal. 380 all’indirizzo della vittima predestinata ed uno contro Molinaro Giovanni, che in quel momento si trovava insieme al primo, uccidendo entrambi. Gullo è stato rintracciato, mentre agli altri indagati il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

19 dicembre 2016

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