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Consip, Tiziano Renzi interrogato in Procura | Matteo: “Se è colpevole, spero in pena doppia”

di Redazione

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Consip, Tiziano Renzi interrogato in Procura | Matteo: “Se è colpevole, spero in pena doppia”

| venerdì 03 Marzo 2017 - 13:17
Consip, Tiziano Renzi interrogato in Procura | Matteo: “Se è colpevole, spero in pena doppia”

Nuova giornata di “passione” per Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, e personaggio chiave nell’inchiesta Consip. Nel pomeriggio si è recato a piazzale Clodio per rispondere alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi sulle sue presunte pressioni esercitate presso la centrale acquisti della pubblica amministrazione per favorire l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo. L’interrogatorio si è concluso dopo tre ore. Il padre dell’ex premier ha lasciato piazzale Clodio senza fare dichiarazioni.

Romeo è stato arrestato nei scorsi giorni per corruzione nell’inchiesta romana sugli appalti Consip. Renzi sarà interrogato in qualità di indagato per traffico di influenze illecite, reato che punisce forme di remunerazione di illecite attività di mediazione.

L’accusa ha ad oggetto la promessa di somme di danaro – provate da un ‘pizzino’ recuperato dai carabinieri in discarica – che Romeo avrebbe assicurato in cambio del sostegno, attraverso lo sfruttamento delle relazioni tra il padre del’ex premier e l’ad di Consip, per l’assegnazione di appalti.

“Non ho mai chiesto soldi – ha dichiarato Tiziano Renzi – non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Mi sembra di vivere un incubo”.

E Carlo Russo, l’imprenditore amico di Tiziano Renzi, indagato nell’inchiesta Consip, non ha risposto ai pm Palazzi e Woodcock nella caserma dei carabinieri di Firenze dove si è svolto l’interrogatorio che è durato quattro ore. L’imprenditore è accusato dall’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, di aver esercitato pressioni, per conto di Tiziano Renzi e Denis Verdini, in merito ad un appalto da 2,7 miliardi di euro.

“Se c’è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali e, se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa, mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi”. Lo ha detto Matteo Renzi. “Se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia”, ha aggiunto.

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