L’ambasciatore britannico all’Ue, Tim Barrow, ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, la lettera di notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Ormai il cammino della Brexit è ben che avviato. Gli umori, all’interno della Comunità europea sono contrastanti. Alla gioia della premier Theresa May che parla di “momento storico”, si contrappone l’amarezza del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che attraverso un tweet dichiara che “non c’è ragione di pensare che oggi sia un giorno felice”.

“I giorni migliori sono davanti a noi, dopo la Brexit”, ha detto la premier britannica. “Ho scelto di credere nella Gran Bretagna”. Per la May si tratta dell’opportunità di essere “più forte, più equo e più unito”. Obiettivo: essere un grande Paese “globale”.

Anche Tusk pensa all’immediato futuro. “Ora la priorità sarà quella di minimizzare le incertezze provocate dalla decisione del Regno Unito per i nostri cittadini, le imprese e gli Stati membri”, ha scritto sempre nel tweet. “Non c’è niente da vincere e parlo per entrambe le parti. In essenza si tratta di una limitare i danni”. “Cosa posso aggiungere? Ci manchi già…”, ha concluso.

Sulla stessa linea d’onda i 27 Paesi europei. “Ci dispiace che la Gran Bretagna lascerà l’Unione europea, ma siamo pronti per il processo che ora dovremo seguire”, dicono. “Per l’Unione europea, il primo passo sarà ora l’adozione da parte del Consiglio europeo delle linee guida per i negoziati” che “fisseranno le posizioni complessive e i principi alla luce di cui l’Unione, rappresentata dalla Commissione europea, negozierà con la Gran Bretagna”, si legge nella dichiarazione.

“In futuro, speriamo di avere la Gran Bretagna come partner stretto. In questi negoziati l’Unione agirà come una sola e preserverà i suoi interessi” e “la nostra priorità sarà minimizzare l’incertezza”.

Laconico il commento della cancelliera, Angela Merkel: “Non ci auguravamo questo giorno”.

“La Brexit sarà dolorosa per i britannici”, è la previsione del presidente francese François Hollande. “È una scelta che obbliga l’Europa a progredire, senza dubbio con delle velocità differenti”, ha concluso il presidente.

In serata è arrivato anche il pensiero del presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. “Questo è un giorno triste – ha detto – perché i britannici hanno deciso per iscritto di lasciare la Ue, una scelta che rimpiangeranno un giorno. Nonostante le debolezze e gli errori, dobbiamo considerare che l’Ue è il miglior posto in cui vivere nel mondo”, ha quindi aggiunto.

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