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Tra gli arrestati spiccano i cinque membri di una stessa famiglia residente a Giugliano in Campania (Napoli), composta da padre, madre, figlio e due generi, ritenuti responsabili di almeno nove rapine per un bottino totale di oltre 100mila euro. Tra gli indagati, quindici sono finiti in carcere, quattro agli arresti domiciliari.

Ad organizzare i colpi era il 56enne Pasquale Cuciniello di Giugliano, aiutato dalla moglie di 51 anni Carmela Ciriano, dal figlio 24enne Luigi e dai mariti delle due figlie; ai singoli colpi, è emerso, hanno preso parte di volta in volta varie persone, per lo più ragazzi di 20 anni residenti tra Mugnano e Villaricca.

Gli accertamenti dei carabinieri sono partiti da una rapina compiuta il 31 marzo 2016 ai danni di una gioielleria di Casal di Principe, quando uno degli indagati, a volto scoperto, entrò nel negozio fingendo di voler acquistare un braccialetto, quindi uscì la pistola e fece entrare altri due complici: il bottino fu di 8000 euro.

I tre, arrivati con un’auto rubata che fu poi lasciata nei pressi della gioielleria, furono prelevati da un quarto complice a bordo di una vettura risultata di proprietà della Ciriano. Determinanti furono le immagine delle telecamere di video-sorveglianza di alcuni negozi.

Attraverso intercettazioni ambientali gli inquirenti hanno poi scoperto l’alto numero di colpi portati a termine da Cuciniello e dal suo gruppo. Tra i raid più fruttuosi quello in abitazione ai danni di un’anziana di Giugliano che era zia di una delle persone indagate, alla quale furono sottratti 6000 euro in contanti oltre a monili in oro per un valore superiore ai 20mila euro. Degno di nota anche il colpo ad un supermercato di Casapulla (Caserta): in quell’occasione i banditi portarono via 50mila euro in contanti.

Questi i nomi delle persone finite in carcere: Pasquale Cuciniello, Carmela Cigliano, Vincenzo Nave, Luigi Cuciniello, Carmine Cante, Antonio Fiorillo, Vincenzo Perrone, Vincenzo Posillipo, Raffaele Palumbo, Pasquale Palumbo, Salvatore Leoncino, Gennaro Vallefuoco, Giuseppe Rendola, Pio Giuseppe Saulino e Rosa Pagano.

 

Ai domiciliari, invece, sono andati Michele Izzo, Luigi Mastantuono, Carmine Cecere e Clara Pirozzi.