Una neuroprotesi rivoluzionaria capace di dare una speranza in più a tutti quei pazienti con gravi lesioni al midollo spinale. I ricercatori della Case Western Reserve University hanno messo a punto un’interfaccia cervello-computer dotata di elettrodi e un sistema di stimolazione elettrica funzionale in grado di attivare gli arti. A provare per la prima volta questa invenzione è stato Bill Kochevar, paralizzato dalle spalle in giù da otto anni.

Il risultato è stato eccezionale: l’uomo adesso riesce ad afferrare una tazza, portarla alle labbra e bere da una cannuccia. I movimenti sono lenti ma allo stesso tempo incredibili, considerando che l’uomo non muoveva il braccio e la mano da otto anni. Kochevar è il primo uomo al mondo a poter muovere il braccio e la mano grazie a un device hi-tech impiantato nel suo corpo.

“Per qualcuno che ha subito un incidente otto anni fa e non poteva muoversi, essere in grado di farlo anche solo un po’ è impressionante”, ha detto Kochevar. “È stato meglio di quanto pensassi”. Per l’esperimento sono stati impiantati due array di elettrodi a 96 canali nella corteccia motoria dell’uomo. L’uomo, immaginando il movimento di braccio e mano, permetteva all’interfaccia di estrarre queste informazioni, che comandava automaticamente il sistema di stimolazione elettrica.

 

“Ogni giorno la maggior parte di noi dà per scontato” che saremo “in grado di spostare qualsiasi parte del nostro corpo con precisione e controllo in molteplici direzioni”, dice Benjamin Walter, direttore medico del programma dell’UH ​​Cleveland Medical Center. “Ripristinando la comunicazione tra cervello e corpo, speriamo di iniziare a restituire la speranza a milioni di individui paralizzati che un giorno saranno in grado di muoversi liberamente di nuovo”.