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La Gesap, società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, finisce nuovamente al centro di un’inchiesta giudiziaria. La polizia del capoluogo siciliano ha infatti arrestato 4 persone per associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, di scelta del contraente e corruzione.

Tra le persone coinvolte nell’inchiesta c’è Carmelo Scelta, ex amministratore delegato della Gesap, finito oggi agli arresti domiciliari. Stessa misura cautelare anche per l’ex dirigente della società di gestione dell’aeroporto, Giuseppe Listro, responsabile unico del procedimento di molti appalti.

Le altre due misure cautelari sono state emesse nei confronti di un imprenditore Stefano Flammini (divieto di esercitare presso uffici direttivi di società) e un docente universitario Giuseppe Giambanco (divieto di dimora). L’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Palermo è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia.

Il provvedimento prevede anche pesanti misure cautelari reali e, in particolare, sequestri preventivi in via diretta di somme di denaro pari al profitto dei reati commessi che ammontano a circa 4 milioni di euro. L’operazione è stata condotta dalla sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, coadiuvata dalla Polizia di frontiera aerea.

L’indagine, denominata “The Terminal” ha portato alla luce l’esistenza di un’associazione a delinquere che, nell’ambito di contratti pubblici affidati dalla Gesap, garantiva, “in via sistematica, ad una ristretta cerchia di imprenditori, l’attribuzione diretta e fiduciaria di incarichi di progettazione relativi alle opere di ammodernamento e adeguamento dello scalo aeroportuale, senza rispettare le procedure di evidenza pubblica dettate dalla legge”.

Gli investigatori si sono avvalsi di intercettazioni e videoriprese, acquisizione ed esame di documentazione amministrativa, escussioni di persone informate sui fatti, servizi dinamici sul territorio, scandagliando l’affidamento di numerosi incarichi di progettazione o consulenza che hanno provocato, negli anni 2009-2015, rilevantissimi danni alle casse della Gesap, quantificati in 11 milioni di euro.

I reati contestati sono l’associazione a delinquere ex art 416 c.p. finalizzata alla commissione di una pluralità indeterminata di reati in materia di truffa aggravata ex art 640 comma 2 n. 1 c.p, turbata libertà degli incanti ex art 353 c.p. turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ex art 353 bis c.p. e corruzione ex art 319 c.p. nell’ambito dei contratti pubblici affidati da Gesap s.p.a.

La Gesap, attraverso un comunicato, ha fatto sapere che “durante questi anni, nell’avere dato la massima collaborazione agli investigatori sull’inchiesta in corso, dichiara che si costituirà parte civile nel processo, in quanto parte lesa, e chiederà il risarcimento dei danni subiti”.