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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Def |Rivista al rialzo la crescita per l’anno in corso

Il Documento di economia e finanza e la manovra finanziaria hanno passato l’esame del Consiglio dei Ministri. Il governo, si apprende da fonti parlamentari, ha rivisto leggermente al rialzo la crescita prevista per il 2017. La nuova stima del Pil sale così all’1,1% dal l’1,0% previsto.

“Il governo ha dato il via libera al Def, al Pnr, al decreto che contiene diversi interventi di crescita e sviluppo tra cui la correzione di bilancio e ha condiviso un piano di investimenti che sarà tradotto in un dpcm nei prossimi giorni”, ha detto il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm.

Secondo Gentiloni, il primo è un messaggio di speranza: “Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse, ma con misure di risanamento che si accompagnano a misure di sviluppo e di accompagnamento alla crescita. Il Def registra un andamento con una crescita che gradualmente si sviluppa dallo 0,1% del 2014 allo 0,8% del 2015, allo 0,9% del 2016, all’1,1% del 2017″.

“Questa progressione indica la strada che abbiamo seguito in questi anni, la sua gradualità e la necessità di insistere su questa linea – prosegue il premier – Le nostre previsioni sono conservative e prudenti, sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio, i numeri che sono positivi, migliorano, e devono tradursi, e non sempre è facile, in conseguenze per famiglie e imprese”.

Il lavoro del governo continua “e continua con il binomio riforme-crescita”. Il Def “è un impegno, sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio. I numeri sono positivi e sono numeri che migliorano, ma devono tradursi in conseguenze per famiglie e imprese, per la riduzione delle diseguaglianze e il benessere”.

L’impegno, ha ribadito, è “la continuazione sulla strada delle riforme e di quello che hanno prodotto. C’è una curva di riduzione del deficit dal 3% del 2014 al 2,1% che presumibilmente ci sarà quest’anno”. Capitolo Pil, crescerà dell’1,0% nel 2018 e altrettanto nel 2019, “con un’impennata poi nel 2020”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

“Previsioni con conservative che auspicabilmente saranno riviste verso l’alto”. “Avremo sorprese positive, questa è la mia convinzione”, ha aggiunto, sottolineando che i numeri sono quelli attuali per una “stance politica fiscale molto stringente”.

Nella prima bozza del Def era stata inserita una previsione di altri 2,8 miliardi di euro da stanziare per il pubblico impiego, settore statale e non statale, per arrivare ad un aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018. Nel testo anche una previsione degli eventuali oneri per un prossimo rinnovo: 2,3 miliardi per il 2019 e 4,6 per il 2020.

“Il Paese si trova in una fase di transizione verso una crescita più solida, sostenibile e inclusiva, la stiamo inseguendo”, aveva dichiarato, al Salone del Risparmio, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

“È necessario rafforzare questa fase – ha continuato -, capitalizzare la strategia di benefici delle riforme recenti che sta continuando e in cui il Governo è pienamente impegnato. Il Def oltre ad aggiornare il quadro economico di finanza pubblica e il programma nazionale di riforme include la trattazioni di temi su disuguaglianza e benessere”.

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