Papa Francesco è arrivato, intorno alle 14, in Egitto. all’aeroporto del Cairo: ‘Pope of peace in Egypt of peace’. Questo il motto del suo diciottesimo viaggio internazionale.

Si tratta di una visita di due giorni, interamente al Cairo, in cui incontrerà il mondo islamico, ecumenico, per l’abbraccio alla Chiesa copto ortodossa recentemente bersaglio degli attentati dell’Isis, e pastorali, per l’incoraggiamento che il Pontefice porterà alla piccola comunità copto-cattolica.

Il Papa ha reso la sua visita di cortesia al presidente della Repubblica, Abdal Fattah Al-Sisi. Poi ha visitato Al-Azhar, la maggiore università dell’Islam sunnita, e ha incontrato il grande imam Ahmad Al-Tayyeb, partecipando anche alla Conferenza internazionale sulla Pace organizzata dal grande ateneo islamico.

“In quanto responsabili religiosi, siamo chiamati a smascherare la violenza che si traveste di presunta sacralità”, ha detto il Papa ad Al-Azhar. “Siamo tenuti a denunciare le violazioni contro la dignità umana e contro i diritti umani – ha continuato -, a portare alla luce i tentativi di giustificare ogni forma di odio in nome della religione e a condannarli come falsificazione idolatrica di Dio”.

“Solo la pace è santa – ha aggiunto – e nessuna violenza può essere perpetrata in nome di Dio, perché profanerebbe il suo Nome. La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità. Volgendo idealmente lo sguardo al Monte Sinai – ha affermato -, vorrei riferirmi a quei comandamenti, là promulgati, prima di essere scritti sulla pietra. Al centro delle ‘dieci parole’ risuona, rivolto agli uomini e ai popoli di ogni tempo, il comando ‘non uccidere'”.

Incontrando le autorità egiziane ha poi detto: “Non si può costruire la civiltà senza ripudiare ogni ideologia del male, della violenza e ogni interpretazione estremista che pretende di annullare l’altro e di annientare le diversità manipolando e oltraggiando il Sacro Nome di Dio“.

Dopo, Bergoglio si è recato al Patriarcato copto-ortodosso e ha incontrato il patriarca Tawadros II, e si sono recati nella vicina chiesa di San Pietro, bersaglio l’11 dicembre scorso di un attentato rivendicato dall’Isis, con decine di morti e feriti.

“Ancora recentemente, purtroppo, il sangue innocente di fedeli inermi è stato crudelmente versato”, ha detto il Papa ricordando le persone morte. “Unico è il nostro martirologio, le vostre sofferenze sono anche le nostre e il sangue innocente ci unisce. Adoperiamoci per opporci alla violenza predicando e seminando il bene, facendo crescere la concordia e mantenendo l’unità”, ha aggiunto.