legittima difesa

Renzi: “È ridicola”, Ermini: “Via la parola ‘notte'”
Salvini: “Renzi, Alfano, Boldrini? Zero cervello”

di . Categoria: Cronaca, Politica

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Chi ha votato la nuova legge sulla legittima difesa? Una domanda che sorge spontanea a sentire l’ampio stuolo di detrattori, tra i quali, a sorpresa, spunta anche l’ex premier Matteo Renzi. Il segretario del Pd ha infatti garantito che chiederà ai senatori di rivedere la lunga serie di norme “oscure” durante il passaggio a Palazzo Madama.

Renzi si è quindi detto d’accordo con chi definisce la nuova legge “ridicola”, sostenendo che fa perdere credibilità al Pd. Attraverso l’app che l’ex premier ha inaugurato per le primarie, Renzi fa sapere: “Da parte mia inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo – leggendo il testo- ho avuto e ho molti dubbi“.

Secondo il segretario Pd si deve essere chiari: o ci si può difendere sempre oppure non lo si può fare mai. Bisogna dunque modificare il testo anche per evitare che al Senato il testo venga bocciato. Resta comunque di vitale importanza ottenere il via libera alla legge prima delle elezioni, anche cercando il voto di Forza Italia.

“Questo voto rappresenta per Alternativa popolare un successo politico e fornisce una risposta alla domanda di sicurezza che viene dall’opinione pubblica. Al Senato ci impegniamo fin d’ora a migliorare il testo, per tenere anche fede all’alleanza di scopo con Idv che su questo tema sensibile ha raccolto le firme di due milioni di cittadini“, ha invece commentato al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano.

Secondo il ministro: “Al punto in cui siamo sarebbe irresponsabile se qualcuno insabbiasse o facesse cadere il provvedimento. Dovrebbe risponderne a noi e soprattutto al Paese. Siamo riusciti a far virare la maggioranza. Non abbiamo accettato la logica di una legge pur che sia e abbiamo fatto prevalere il buon senso per non lasciare il Paese al vociare inconcludente degli estremisti”.

“La nuova legge introduce un’inversione dell’onere della prova. Spetterà al magistrato dimostrare che non si è trattato di legittima difesa – conclude Alfano – Basterebbe leggere la norma per capire che non è così: vale a mezzanotte come a mezzogiorno“.

“Non servirebbe togliere la parola ‘notte’, ma se è l’elemento per cui si deve fare una campagna elettorale contro, allora la togliamo”, ha detto David Ermini (Pd), relatore del provvedimento alla Camera, aggiungendo: “Come giustamente mi ha detto Renzi, la percezione dei cittadini deve essere di completa sicurezza e quindi dobbiamo essere disponibili a correggere il testo”.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, si scaglia contro Renzi, Alfano e Boldrini: “Non fanno un cervello in tre”. “Un parlamentare del Pd annuncia che toglieranno le parole ‘di notte’. Chissà cosa metteranno adesso… Ci si può difendere dai ladri solo ‘ore pasti’, oppure ‘in tarda mattinata nei giorni dispari’, oppure ‘nelle notti di luna piena’ o ‘il giovedì ma se non piove'”, ha detto.

5 maggio 2017

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