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Francesco Schettino condannato a 16 anni | L’ex comandante si è costituito a Rebibbia

Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni e un mese di prigione dalla Cassazione. La sentenza conferma quella della Corte d’appello e condanna definitivamente il comandante della Costa Concordia al carcere. Schettino si è costituito nel carcere romano di Rebibbia.

“Busso in carcere per costituirmi perché credo nella giustizia”, ha dichiarato, appena ha appreso il verdetto della Cassazione comunicatogli dai suoi legali.

È l’esito dell’ultima udienza della Corte di Cassazione per il processo sul naufragio della Costa Concordia costato la vita a 32 persone. In Aula hanno parlato i difensori si Schettino, unico imputato, condannato a 16 anni e un mese di reclusione.

In occasione della requisitoria, il Sostituto procuratore della Suprema Corte, Francesco Salzano, ha chiesto la conferma della condanna di Schettino e il rinvio alla Corte di Appello di Firenze per valutare la possibilità di inasprire la pena.

“È stato un naufragio di tali immani proporzioni e connotato da gravissime negligenze e macroscopiche infrazioni delle procedure che non è possibile concedere le attenuanti all’ex comandante che deliberatamente non inviò il segnale di falla all’equipaggio per far scattare l’ammaina scialuppa e mettere subito in salvo i passeggeri“, aveva sottolineato il Pg.

L’ex comandante rischia non solo di entrare subito in carcere, ma anche di andare incontro ad un inasprimento della pena. La difesa aveva chiesto di mostrare un video filmato da Schettino che lo scagionerebbe dall’accusa di aver abbandonato la nave.

“Tutta la vicenda giudiziaria si è incentrata su Schettino definito criminale quando invece si è trattato di un incidente. Tutto è ruotato attorno a Schettino – aveva detto nella sua arringa l’avvocato Donato Laino – dipinto come uno ‘sborone’ e sempre inseguito dalle telecamere. Il suo ruolo è stato deciso a tavolino”.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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