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Milano, Hosni “guidato” da un libico radicalizzato | Avrebbe indirizzato la rabbia verso l’Occidente

Ismail Hosni, il 20enne che ha accoltellato due soldati e un agente alla stazione Centrale di Milano, potrebbe aver intrapreso un processo di radicalizzazione. In queste ore sono diversi gli accertamenti sulle persone che frequentava il giovane, ma l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su un libico che lo avrebbe guidato in un cammino di avvicinamento alle istanze fondamentaliste.

Secondo la Digos, sarebbe stato il libico a indottrinare Hosni, indirizzandone la rabbia verso il “nemico occidentale“. I pm Alberto Nobili e Alessandro Gobbis dell’antiterrorismo milanese e la collega Maura Ripamonti stanno analizzando la reazione sproporzionata del 20enne durante il controllo della pattuglia mista.

Il giovane ha infatti tirato fuori dalle tasche della felpa due coltelli da cucina e ha cominciato a colpire. Le armi erano state acquistate dal ragazzo pochi giorni prima. Un possibile segnale di un piano di azione che il 20enne di origini nordafricane stava cominciando a maturare.

Per questo motivo si parla di “terrorista in maturazione“. Negli ultimi tempi il ragazzo ha iniziato a farsi crescere la barba e a vestire in modo più anonimo. Sembra addirittura che quel suo continuo girovagare in stazione fosse una sorta di “trappola” per gli agenti.

Hosni avrebbe rubato in un supermercato i due coltelli da cucina che teneva nascosti nelle tasche della felpa.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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