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Referendum, la Svizzera dice addio al nucleare |

Uno storico cambio di rotta. La Svizzera ha approvato in un referendum il graduale abbandono dell’energia nucleare a favore di un maggiore impegno nelle energie rinnovabili.

La politica (voluta dal governo e dalla maggioranza del parlamento dopo il distacco di Fukushima nel 2011) e osteggiata dal partito di destra dell’Unione democratica di centro (ritenendola un rischio all’indipendenza energetica), è stata vota con il 58,2% delle preferenze, con larghi consensi in tutti i cantoni (solo in 4 il voto contrario ha prevalso, tra cui – curiosamente – il 51,8% di no ad Argovia che ospita alcuni impianti).

Il referendum fa entrare la Svizzera in nuova era, in cui si punterà ad una maggiore efficienza energetica (e il rinnovamento del parco auto), il rafforzamento dell’energia idroelettrica, l’aumento della quota di energia da fonti rinnovabili ed ed il taglio del 48% dei consumi energetici.

Ma soprattutto l’obiettivo è il graduale abbandono dell’energia nucleare (attualmente il 39% del totale e proveniente da 5 centrali entrate in funzione tra il 1969 e il 1984), che sarà completato entro il 2050, con o spegnimento delle centrali che sarà completato entro 20 e 30 anni.

Fabrizio Messina

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Fabrizio Messina
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