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Legge elettorale verso il proporzionale alla tedesca | Renzi avvisa: “Sbarramento al 5% inamovibile”

Si lavora molto alacremente per definire il testo della legge elettorale. Ieri si è registrata l’intesa tra Pd e M5s sul proporzionale alla tedesca: soglia al 5% e niente premio di maggioranza. La stessa scelta verso cui propende da più giorni Forza Italia. Oggi è la volta dell’incontro tra Pd e i forzisti e non sembra debbano esserci problemi. Silvio Berlusconi, intervenendo sulla questione, ha dichiarato: “Se fosse per me opterei per lo sbarramento all’8%”.

La soglia al 5% è un elemento inamovibile del sistema tedesco e nella riforma elettorale deve restare un altro elemento chiave: la scheda deve avere i nomi. Sono due elementi cardine della nuova legge”. Questa la controreplica di Matteo Renzi alla direzione del Pd, sottolineando che il modello tedesco “porta alla pacificazione istituzionale, con l’80% dei partiti che lo vuole e porta il Paese a un ordinato svolgimento del passaggio elettorale senza forzature”.

Resta però l’incognita Alfano, sia sul tema della legge elettorale e sia sul tema della durata della legislatura. Il ministro degli Esteri stamattina, a margine di una conferenza alla Farnesina, ha dichiarato che “In questo momento così delicato non si vota per la legge elettorale, ma si vota lo scioglimento delle Camere e io non capisco l’impazienza del Pd di portare l’Italia al voto tre o quattro mesi prima in piena legge di stabilità. Rivolgo un appello al Pd prima della loro Direzione: pensino all’Italia e al danno che questa impazienza di rientrare a Palazzo può fare all’economia”.

Poi ha aggiunto: “Non abbiamo posto la questione della soglia, ma una questione di principio sulla legge elettorale, perché ci uniremo ad altri e supereremo la soglia del 5%“. In mattinata sono proseguite le consultazioni, mentre nel pomeriggio è prevista la direzione del Pd.

I 31 senatori orlandiani hanno inviato un documento al Partito democratico firmato da Vannino Chiti “Puntare ad elezioni in autunno, subordinando a questa scelta la legge elettorale, rischiando l’esercizio provvisorio di bilancio che alimenterebbe spinte ad attacchi di speculazione finanziaria, colpendo finanze pubbliche, imprese e cittadini, significherebbe assumersi la gravissima responsabilità di un salto nel buio. Sarebbe un grave azzardo far coincidere le elezioni con la sessione di bilancio. L’aumento dell’Iva a questo punto non è un rischio ma un’elevata probabilità. Se si vuole votare prima il modo c’è: si approvi prima la legge di bilancio, si può fare. Non si può correre e dire ‘speriamo vada bene'”.

Se “l’intesa” tra i big dovesse andare in porto è probabile che il 5 giugno il testo approdi alla Camera con una possibile approvazione a Montecitorio prima dell’11 giugno, in vista dell’accelerazione finale verso il voto anticipato.

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