A tre giorni dalle elezioni in Gran Bretagna, continuano le indagini sul terribile attentato di sabato notte a Londra. Sono stati diffusi i nomi di due dei tre killer uccisi dalla polizia: uno si chiamava Khuram Butt e l’altro Rachid Redouane ed erano entrambi di Barking.

Il primo era considerato il capo della cellula che ha sferrato l’attacco. Ventisette anni di Barking, secondo il Telegraph è l’uomo che compare nel documentario di Channel 4 sull’integralismo islamico nel Regno Unito mentre srotola una bandiera dell’Isis a Regent’s Park.

Per la premier Theresa May, il nuovo attacco non era solo contro Londra ma contro il mondo libero. Il primo ministro ha ribadito che il livello di allerta anti-terrorismo resta “grave” e confermato il rafforzamento delle misure di sicurezza sui ponti di Londra con barriere a protezione dei pedoni.

Secondo la May, il principio “shoot to kill“, sparare per uccidere, è la giusta linea da seguire contro i terroristi. Grazie a questa condotta, infatti, sono state salvate “innumerevoli vite” grazie anche alla tempestività delle forze dell’ordine, giunte al London Bridge in pochi minuti dopo l’allarme.

Un attacco che oggi, grazie a quanto reso noto dall’agenzia Amaq, organo di comunicazione dell’Isis, ha una matrice. “Secondo le sue fonti”, l’ennesimo attentato che ha colpito il cuore di Londra è stato opera dei combattenti del ‘Califfato’. Lo ha reso noto Rita Katz, direttrice del Site, su Twitter.

Il leader laburista Jeremy Corbyn controreplica alla premier Tory, Theresa May chiedendone le dimissioni da capo del governo: “La premier dovrebbe dimettersi per aver presieduto ai tagli imposti alle forze di polizia mentre era ministro dell’Interno. È un’opinione condivisa da persone molto responsabili che sono molto preoccupate”.

“Riceviamo la metà dei fondi alla polizia che ci spettano, 170 milioni di sterline contro 370”, ha dichiarato il sindaco di Londra, Sadiq Khan. “Negli ultimi sette anni abbiamo dovuto chiudere delle stazioni di polizia e abbiamo perso migliaia di agenti”, ha aggiunto Khan.

La polizia londinese, nelle ultime ore, ha fatto irruzione in altre due abitazioni in un quartiere nella zona est della capitale (a Dagenham) arrestando due persone.

Butt “si è radicalizzato guardando i video su Youtube”, ha affermato un amico interrogato dagli investigatori.

La polizia britannica, intanto, sarebbe stata avvertita della radicalizzazione di uno dei tre uomini che hanno attaccato il London Bridge e il vicino Borough Market già due anni fa. A riferirlo è il quotidiano The Guardian, che cita il racconto di una vicina di casa di uno dei terroristi, una signora di origini italiane, Erica Gasparri.

La donna ha detto di essersi accorta che il vicino, da tutti chiamato ‘Abs’ e di presunte origini pachistane, cercava di indottrinare i bambini in un parco del quartiere e diceva di essere pronto a fare qualunque cosa nel nome di Allah, anche di uccidere sua madre.

La donna aveva anche portato le foto alla polizia locale, che le aveva trasmesse a Scotland Yard. Gli agenti le erano apparsi molto preoccupati. Da allora però nessuno si è fatto più sentire.

Sull’efferato gesto è intervenuto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito quello di Londra un “orribile attacco” e ha ammonito: “Questo spargimento di sangue deve finire. Questo spargimento di sangue finirà”.

“Da presidente – ha assicurato Trump -, farò tutto il necessario per impedire che questa minaccia si estenda fino alle nostre sponde”.