bomba torino, inchiesta piazza san carlo, morti Torino, spataro Torino, Torino

Sarebbe stata una bravata a scatenare la psicosi da attentato terroristico in piazza San Carlo, a Torino, ma mancano ancora troppi riscontri. A far propendere gli inquirenti per un ‘procurato allarme’ erano state le immagini diffuse subito dopo il fatto ed in particolare una dove si vede un ragazzo a torso nudo con uno zainetto sulle spalle che ha alzato le braccia in una posizione che ricorda quella di un kamikaze.

Da alcuni video circolanti sui social, infatti, si vedono i tifosi della Juve che guardavano la finale di Champions mentre si allontanano in fretta dal giovane. Poi, però, una ragazza si avvicina per cercare di portarlo via e, in un secondo momento, è un ragazzo ad avvicinarlo e ad abbracciarlo, come a sottolineare che non c’è alcun pericolo.

Secondo indiscrezioni, due tifosi della Juventus sarebbero stati sentiti per tutta la notte in Questura. Dalle immagini sembra di poter quindi dedurre che qualcosa detta o fatta dal ragazzo potrebbe aver innescato il panico che ha causato il ferimento di circa 1.500 persone, di cui tre in maniera grave.

Il giovane a torso nudo è stato quindi completamente scagionato. La visione del filmato da parte degli inquirenti e l’interrogatorio hanno dimostrato la sua totale estraneità ai fatto. Nel video si vede il giovane, ubriaco, abbracciato dagli amici.

“Le misure di sicurezza in piazza San Carlo hanno seguito una prassi di atti amministrativi e di supporto organizzativo ormai consolidata”, ha detto il sindaco di Torino, Chiara Appendino. “Siamo colpiti, non solo perché un momento di festa si è trasformato in sofferenza, ma perché la ragione del terrore resta ignota”. Ma l’ex primo cittadino Piero Fassino attacca: “Si assuma le responsabilità”.

La gestione di piazza San Carlo è stata affrontata con “superficialità”, richiamandosi “solo all’ordinarietà della prassi, quando invece erano necessarie misure straordinarie”. Fassino poi aggiunge: . “È ora che la sindaca Appendino si assuma le responsabilità che competono al suo ruolo, che talvolta sono anche più grandi di quelle dovute”.

Secondo Fassino è stato “improprio il riferimento al passato perché la situazione di oggi non è quella del 2015 ed è anzi grave non cogliere le differenze e non aver saputo cogliere le potenziali criticità che questo evento poteva produrre. Detto questo le cose nel 2015 erano state fatte in modo ben diverso”.

“Ogni volta che c’è una difficoltà – ha proseguito l’ex sindaco Fassino rivolgendosi alla Appendino – lei cerca di scaricarla su qualcun altro, quasi sempre su di me, ma di questi 1527 feriti non può chiedere conto a me”.

Per il procuratore di Torino, Armando Spataro “allo stato attuale non ci sono né indagati né ipotesi di reato. Prima di tutto – precisa – è necessario ricostruire la dinamica precisa dei fatti”. Nel pomeriggio è previsto un vertice in Procura per fare il punto sull’inchiesta. Intanto il questore di Torino, Angelo Sanna, in merito alle polemiche sulla presenza delle bottiglie di vetro sabato sera in piazza San Carlo in occasione della proiezione della finale Champions, ha detto: “L’ordinanza antivetro? Come sapete, è stata dichiarata incostituzionale”.

Intanto migliorano, seppur in maniera “lieve”, le condizioni di Kelvin, il bambino di sette anni ricoverato all’ospedale Regina Margherita per le ferite riportate sabato sera. Fonti sanitarie affermano che i medici del reparto di rianimazione proveranno in giornata a risvegliarlo. Sono invece stabili, pur nella loro gravità, le condizioni delle due donne ricoverate alle Molinette.

Immagine dal web