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Diciannove persone sono state arrestate a Foggia nell’ambito di un’operazione congiunta di polizia e Guardia di Finanza denominata “In Daunia venenum“. Gli indagati sono accusati di aver fatto parte di un’associazione dedita al traffico illegale di rifiuti, alla corruzione ed al falso.

In azione sono entrati i poliziotti del commissariato di Manfredonia, con la collaborazione degli agenti della Squadra Mobile di Foggia e del Servizio Centrale Operativo, e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari. È stato effettuato anche un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 9 milioni di euro. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

In carcere sono finiti Fabrizio Mundi, Diego Aliperti, Angelo Aliperti, Remo Bonacera e Giacinto Coniglio. Ai domiciliari, invece, Giuseppe De Filippo, Domenico Formato, Domenico Gelo, Salvatore Passariello, Ranieri Pio Minischetti, Domenico Gramegna, Primiano Calvo, Antonio Comitangelo e Paolo Antonio Del Prete.

Obbligo di dimora per Antonio Pastena e Sebastiano Damato. Divieto di dimora, invece, per Antonella Sperinteo e Rita Sperinteo.

Complessivamente, l’inchiesta conta 46 indagati (42 persone fisiche e 4 società). Oltre 130 uomini della Guardia di Finanza e della polizia sono stati impegnati nell’esecuzione delle ordinanze nelle città di Bari, San Severo, Cerignola, Zapponeta, Casalnuovo di Napoli, Pozzuoli, Pollena Trocchia, Mariglianella, Napoli, Barletta, Mola di Bari, Gravina in Puglia e Modugno.

In particolare i sequestri hanno per oggetto numerosi conti di due delle società coinvolte e di alcune delle persone fisiche indagate, le quote societarie e l’intero compendio aziendale di una delle società stesse ed, infine, 70 ettari di terreno situate nelle zone di Manfredonia, San Severo, Zapponeta e San Paolo Civitate, oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti speciali.

Il traffico dei rifiuti, monitorato attraverso una capillare attività investigativa supportata dall’utilizzo di sofisticata strumentazione tecnica, “si è sviluppato lungo la direttrice Napoli-Foggia e ha disvelato l’esistenza di una organizzazione criminale che ha riversato, illecitamente, una ingente quantità di rifiuti nell’agro di Manfredonia e di altre zone della provincia dauna, con la complicità di una società di servizi ambientali di San Severo – la Lufa Service srl – nonché attraverso l’impiego di automezzi dell’impresa Pulitem srl di Casalnuovo di Napoli”.

I rifiuti, provenienti dalle province di Napoli e Caserta, “venivano dapprima convogliati presso la Lufa Service – con quantitativi assolutamente superiori rispetto a quanto consentito dall’autorizzazione provinciale – per essere successivamente smaltiti (dopo una mera parvenza di trattamento di compostaggio) su terreni – che venivano, di fatto, utilizzati come discariche – nella disponibilità della stessa Lufa Service ovvero di terzi rivelatisi, talvolta, soggetti compiacenti”.

Secondo quanto reso noto dagli investigatori, il totale del materiale illecitamente sversato, dal 2010 al 2014, è stato quantificato nell’ambito di un range che raggiunge, come previsione massima, il quantitativo di circa 100.000 tonnellate. Appurati anche alcuni reati di falso ideologico nonché alcuni episodi di corruzione che vedono coinvolto un dirigente di una Unità Operativa Complessa dell’Arpa Puglia.