L’avvocato turco Taner Kilic, fondatore e presidente di Amnesty International in Turchia, è stato arrestato presso la sua abitazione di Smirne. L’ordine di cattura riguarda in tutto 23 avvocati, 18 dei quali sono già in carcere, accusati di avere legami con l’organizzazione sovversiva facente capo a Fethullah Gülen, imam e finanziere residente negli Usa dal 1999 e ritenuto dal governo la mente del fallito golpe dello scorso 15 luglio contro Erdogan.

“Il fatto che la purga successiva al tentato colpo di stato abbia raggiunto persino il presidente di Amnesty International dimostra fino a che punto il governo turco sia arrivato. La storia di Taner Kiliç parla chiaro: è quella di un uomo che ha sempre difeso quelle libertà che le autorità di Ankara stanno cercando di annullare”, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “In assenza di ogni credibile e ammissibile prova del loro coinvolgimento in reati riconosciuti dal diritto internazionale, chiediamo alle autorità turche di rilasciare immediatamente Taner Kiliç e gli altri 22 avvocati e di annullare ogni accusa nei loro confronti”, ha aggiunto Shetty.

L’arresto è avvenuto nella sua abitazione alle 6.30 del mattino, poco prima che si recasse al lavoro. Sia l’abitazione che lo studio sono stati perquisiti. Al momento, l’arresto di Taner Kiliç non pare collegato all’azione di Amnesty International o avere per obiettivo l’associazione. Il mandato d’arresto fa riferimento a un’indagine su presunti membri della cosiddetta “Organizzazione terroristica di Fethullah Gülen” ma non è neanche chiaro se Taner Kiliç sia sospettato di avere tali legami.