ULTIMORA 07.00: Quando mancano all’appello 25 circoscrizioni all’appello, i conservatori sono fermi a 302 seggi (-11) – Labouristi: 256 seggi (+28) – Scottish National Party: 34 seggi (-21) – Liberaldemocratici: 12 seggi (+5) – Democratic Unionist Party: 10 seggi (+2) – Sinn Fein: 7 seggi (+3) – Plaid Cymru: 3 seggi (invariato) – Altri: 1 seggio. Confermata, di conseguenza, l’impossibilità di raggiungere la maggioranza assoluta (326 seggi) da parte dei Tory.

ULTIMORA 06.00: “La Gran Bretagna ha bisogno di un periodo di stabilità e i Tory lavoreranno per garantirla”, ha detto la premier Theresa May alla luce dei primi dati elettorali. Secondo la May si deve attuare la Brexit per difendere “l’interesse nazionale”. “Il Partito Conservatore farà il suo dovere qualunque sia il risultato finale delle elezioni”.

ULTIMORA 05.00: “Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada”. Queste le dichiarazioni a caldo del rivale laburista Jeremy Corbyn nel discorso tenuto dopo la rielezione a deputato nel suo collegio. “Con il voto di giovedì la politica è cambiata, la gente ha fatto capire di non poterne più di austerity e tagli ai servizi pubblici, ma ha votato per la speranza”.

ULTIMORA 23.15: Theresa May è avanti ma perde la maggioranza parlamentare. È questo, in estrema sintesi, il responso dei primi exit poll (effettuati su un campione corposo ma con oltre 70 seggi in bilico) diramati a chiusura delle urne in Gran Bretagna. La May, primo ministro e leader dei conservatori, disporrebbe di 314 seggi (- 17 rispetto al Parlamento uscente) su un totale di 650, ai laburisti guidati da Jeremy Corbyn andrebbero 266 seggi (+ 34), 34 seggi all’Spn di Nicola Sturgeon (- 22 seggi) e 14 parlamentari per i libdem di Tim Farron (+ 6).

È evidente che se i dati reali confermeranno le previsioni la May uscirà fortemente indebolita da queste consultazioni: non soltanto aveva indetto le elezioni sperando di rafforzare la propria maggioranza, ma deve incassare una sconfitta abbastanza chiara.

ULTIMORA 23.30: La prima reazione agli exit poll è arrivata… dalla sterlina. La moneta britannica è crollata sui mercati, perdendo circa il 2% in pochi minuti

—————-

Il Regno Unito è chiamato alle urne per le elezioni politiche: a contendersi la leadership parlamentare e la guida del governo britannico sono il primo ministro uscente, Theresa May (partito conservatore) e Jeremy Corbyn (partito labourista). Per ottenere la maggioranza assoluta servono almeno 326 seggi.

Le urne saranno aperte dalle ore 8 alle ore 23 italiane (47 milioni i cittadini aventi diritto): nella notte avverranno le operazioni di spoglio e arriveranno i primi risultati di un voto cruciale per la gestione della Brexit e dei rapporti con l’Unione Europea. Il voto arriva a pochi giorni dagli attentati di Londra e Manchester, con il Regno Unito in stato di massima allerta; attesa e incertezza per i dati di affluenza.

Sul piano politico c’è attesa per capire se il partito conservatore saprà riconfermarsi dopo la mossa a sorpresa del primo ministro, che (smentendosi) ha indetto elezioni anticipate nel tentativo di rafforzare la propria posizione sul fronte della politica estera contro l’opposizione, preoccupata invece sul fronte della politica interna e delle richieste che arrivano dalle periferie del Regno.

Stando ai sondaggi, la situazione è di massima incertezza: secondo alcuni istituti, il vantaggio dei conservatori si sarebbe ridotto drasticamente, passando da 20 punti in primavera ad appena un punto. Una situazione che rischia di sgretolare la maggioranza assoluta dei Tories in Parlamento ma anche un possibile (e clamoroso) passaggio di consegne alla guida dell’esecutivo britannico.

FONTE FOTO: Number10.gov.uk