Legge elettorale, il testo torna in Commissione | Mattarella preoccupato, Grillo esulta

Dopo la polemica sui franchi tiratori, grande caos in mattinata con il voto segreto rivelato per errore sul tabellone dell'aula e la seduta che viene sospesa. Il capogruppo PD Rosato accusa il M5S: "La vostra parola non vale nulla"

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Nuova giornata di discussione e tensioni in aula alla Camera dei Deputati per la legge elettorale. In mattinata, infatti, il patto a 4 (Lega, FI, M5S e PD) è stato battuto nelle prime votazioni su un emendamento presentato dalla deputata bolzanina Biancofiore (Forza Italia) e sul quale vi era parere contrario della commissione. A peggiorare la situazione anche un disguido tecnico in aula, con il tabellone che ha svelato le scelte di voto dei deputati dopo lo scrutinio che avrebbe dovuto essere segreto.

L’Aula ha quindi stabilito che la legge elettorale debba tornare in commissione alla Camera. La richiesta era stata avanzata dal Pd: “Mi chiedo come una maggioranza di governo ora possa stare insieme con Mdp, che vota il 40% delle volte contro il governo, e Ap, con cui il rapporto non è idilliaco”, ha dichiarato il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato.

“Il M5S ha dimostrato un’inaffidabilità patologica. È evidente che l’accordo è saltato. Ora si torna in commissione. Affrontiamo le amministrative e la prossima settimana decideremo che cosa fare”, aveva detto il neoportavoce della segreteria dem Matteo Richetti al termine della riunione dei vertici del Pd.

E il Quirinale esprime “preoccupazione per la situazione venutasi a creare tra le forze politiche rispetto al dialogo avviato su una legge elettorale condivisa”. “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha seguito con molta attenzione l’attività parlamentare odierna”, ha informato il Colle.

Il leader di FI, Silvio Berlusconi, prova a conciliare le parti: “Penso che le elezioni senza una legge elettorale omogenea e adeguata siano molto difficili, pur a fronte della crisi politica in atto”. Berlusconi si augura che la bagarre verificatasi alla Camera “non rallenti il cammino del provvedimento”. “Sta ora alle forze politiche dalle quali quell’accordo era nato, prima di tutto il Pd, continuare sulla sola strada che consente elezioni rapide“, ha aggiunto.

Esulta invece il leader del M5S Beppe Grillo: “Oggi la legge elettorale è stata affossata, è una cosa meravigliosa”, ha detto sul palco di piazza San Secondo, ad Asti, dove interviene a sostegno del candidato sindaco Massimo Cerutti.

Sull’alleanza piombano come una pietra tombale le parole del relatore delle legge, Emanuele Fiano (PD): “La legge elettorale è morta. Il parere contrario a questo emendamento era frutto dell’accordo in commissione. Se il M5S ci avesse detto in commissione che non andava avanti con la legge se non si approvava questo emendamento ne avremmo preso atto. É incoerente invece dire altro e poi cambiare il voto in Aula. Questa volta conosciamo il nome dell’assassino: è il Movimento 5 Stelle”.

La situazione è di grande caos e confusione; Toninelli accusa il PD (“Nel Pd 80 franchi tiratori cercano di affossare la legge elettorale: se non c’è stata maggioranza non è colpa del M5s”) mentre Roberto Fico difende il proprio partito: “Abbiamo votato in modo compatto, il Pd non ha votato così ed è matematica pura, sono in difficoltà”.

Netta invece la contro-accusa del capogruppo PD Rosato: “I 5 Stelle in commissione hanno bocciato quell’emendamento. La vostra parola non vale nulla, nulla, nulla. Chiedo di sospendere questa seduta e che la legge sia rimadata in commissione”.

Una giornata che si era aperta con una provocazione del Movimento 5 Stelle sul tema dei “franchi tiratori”I deputati 5 Stelle avrebbero deciso di filmare le proprie votazioni a scrutinio segreto (circa 100 quelle previste oggi) sugli emendamenti al “Fianum”, riprendendo il pulsante premuto al momento del voto, così come spiegato ai deputati dagli esperti di comunicazione del partito.

La decisione del movimento segue le polemiche tra M5S e Pd, in merito al ruolo dei franchi tiratori, con i democratici che avevano lanciato accuse pesanti dopo che alla Camera sono mancati all’appello decine di voti (ben 66), suscitando da parte dei 5 Stelle un’iniziativa di risposta all’insegna della trasparenza.

Una scelta duramente criticata da Roberto Speranza (MDP): “È una cosa illegale che non si può fare. Chiederemo alla Boldrini di far rispettare fermamente le leggi. Non si può immaginare che i parlamentari siano fantocci teleguidati da fuori”. Dello stesso avviso la presidente della Camera, Laura Boldrini, che aveva fatto appello alla “responsabilità dei singoli deputati” in merito alla non divulgazione.

Nel frattempo è stato fissato il calendario dei lavori per i prossimi giorni: la discussione proseguirà oggi e domani, poi ci sarà una pausa per il fine settimana. La ripresa avverrà lunedì pomeriggio, mentre il voto finale alla legge scatterà dalle 10.30 di martedì prossimo.

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