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Beppe Grillo scende in campo per le elezioni amministrative di domenica e interviene di fronte al velodromo di Palermo, nei pressi del quartiere ZEN, dove si pronuncia in sostegno del candidato 5 Stelle Ugo Forello: Grillo attacca gli avversari, è molto critico con i mezzi di informazione e commenta anche la situazione politica a livello nazionale (tra pochi giorni il nuovo voto degli iscritti sulla legge elettorale).

Un comizio al quale non era presente il deputato Riccardo Nuti (così come gli altri deputati autosospesi per il “caso firme false”), mentre presente era Giorgio Ciaccio, “Anche noi sbagliamo, ma a differenza degli altri partiti da noi quelli che commettono errori vengono messi fuori a calci in culo. O se ne vanno da soli”.

Grillo aggiunge: “Sbagliamo e siamo orgogliosi degli sbagli e quando accade possiamo chiedere scusa e andiamo avanti. Ci dicono voi siete dilettanti, non sapete governare. La solita storia, a Roma a Torino. Lasciateglielo dire. Essere dilettanti è il sogno nascosto di ogni professionista. Io non voglio governare, ma amministrare in modo semplice”.

Grillo espone il programma del Movimento per Palermo e per l’Italia: “Ci sono due strade, il reddito di cittadinanza e la scuola. Il reddito di cittadinanza non sono i soldi perché non risolvono la vita delle persone. Gli risolvi la vita psicologica però, gli fai capire che c’è un piccolo pezzo di Stato che li considera e la gente diventa meravigliosa”.

Il leader di M5S afferma: “In Sicilia avete il germe dentro del tutto e del contrario di tutto. Come a Trapani dove ci sono due indagati che sono candidati a sindaco, e allora dico ritiriamo la nostra lista, che cosa ci entriamo noi con questa gente”

Una battuta al vetriolo è rivolta invece all’ex presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro (sostenitore del candidato sindaco Ferrandelli): “Cuffaro nei bar ha ricominciato a baciare tutti. E’ rifatto grasso. Povero, mi fa tenerezza perché ha fatto la galera, è stato l’unico… io lo voglio baciare. Voglio baciarlo anch’io, in bocca, con una lingua lunga cinque metri per soffocarlo dall’interno. Dai, sto scherzando…”.