La Catalogna lancia ancora una volta il guanto di sfida. Il presidente catalano Carles Puigdemont Casamajo ha annunciato l’indizione per l’1 ottobre 2017 di un referendum sull’indipendenza della regione, contro il parere della consulta spagnola ed il veto del governo nazionale.

Il quesito, nelle intenzioni del governo catalano, dovrebbe ai cittadini se vogliono che la Catalogna sia “uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica”. Un referendum definito “esercizio del legittimo diritto all’autodeterminazione di una nazione”, dopo la lettera inviata il 24 maggio al premier Rajoy che però ha ignorato la missiva.

Netta la reazione del governo di Madrid, forte del sostegno sull’argomento di tre dei quattro principali partiti, Pp, Psoe e Ciudadanos e che, come in passato, respinge l’idea di un referendum: “Il primo ottobre non si celebrerà un referendum illegale che va contro la Costituzione. É una messa in scena”, ha affermato il portavoce del Inigo Mendez de Vigo.

Sempre secondo quanto affermato da De Vigo, si tratta di “una strategia che non porta da alcuna parte, l’ennesimo annuncio di un annuncio. Nessuno dubiti che ogni eventuale passaggio all’azione sarà perseguito dal governo”, ma nelle dichiarazioni alla stampa non è stato specificato a quale fattispecie giuridica il governo intende appellarsi per impedire la consultazione, non essendo stato ancora pubblicato un decreto di convocazione che possa essere impugnato.