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Il candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio, schiacciato dall’inchiesta “Mare monstrum” nella quale è indagato per corruzione e alla luce del ricorso della Procura di Trapani contro la revoca degli arresti domiciliari, ha lanciato un appello decisamente inedito ai propri elettori: “Non votatemi!“.

Nonostante il 32% capitalizzato al primo turno, dunque, Fazio rinuncia al ballottaggio che lo vedrà contrapposto il prossimo 25 giugno a Pietro Savona del Pd: “Sono stati i giorni più difficili della mia via vita, ma ho deciso di andare avanti sopportando la gogna mediatica per rispetto delle mie liste e dei miei sostenitori, ma sono umanamente devastato perché sono stato trattato come un mostro”.

“Adesso abbandono la competizione elettorale e rinuncio a ogni impegno e carica politica – continua – Non voglio essere causa di cattiva pubblicità per la città e voglio sottopormi al giudizio che mi attende da semplice cittadino“. Fazio non si ritira formalmente per non rimettere in gioco il senatore di Forza Italia Antonio D’Alì, finito terzo al primo turno.

Anche se venisse eletto, Fazio ha assicurato: “Non accetterò la carica“. “Amo questa città, non sopporterei di vederla trascinata insieme a me nel fango e non potrei amministrarla con la giusta serenità e come merita – continua – Sono accusato senza prove, ma qui ora in ballo c’e’ molto di più, c’è il destino di una città”.

“Se fossi stato eletto al primo turno mi sarei dimesso. Oggi dico non votatemi – prosegue – Prego i trapanesi di comprendermi. Non ho paura di essere arrestato o commissariato, ma di quello che accadrebbe a Trapani che pagherebbe un prezzo troppo alto. Posso assicurare di avere la coscienza a posto“.

Poi annuncia la rinuncia a qualunque carica, anche a quella di consigliere comunale a cui avrebbe diritto se perdesse il ballottaggio. Fazio è già sospeso per effetto della Legge Severino dalla carica di deputato regionale: “Resto un uomo delle istituzioni”.